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Bassano Romano - La coordinatrice di Sel ha rimesso incarichi e deleghe al primo cittadino Bettucci sottolineando la distanza da alcune scelte dell'amministrazione

Il vicesindaco Paola Marchetti si dimette

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Paola Marchetti

Paola Marchetti 

Bassano Romano – Il vicesindaco Paola Marchetti si dimette.

Aria di cambiamento nell’amministrazione comunale di Bassano Romano guidata da Angela Bettucci. Con una lettera rivolta ai cittadini il vicesindaco e assessora alla Pubblica istruzione e Politiche sociali Paola Marchetti lascia il suo incarico.

Nel documento, la coordinatrice provinciale di Sel manifesta il suo disappunto per i risultati non ottenuti e sottolinea la distanza da alcune scelte dell’azione amministrativa. Una decisione per Marchetti sofferta ma inevitabile.

“Volevo iniziare elencando tutte le cose che ho fatto in questi anni da vicesindaco e assessore – esordisce la lettera di Marchetti ai bassanesi -, ma poi ho pensato che forse è meglio raccontarvi le mie sensazioni, perché è lì che è racchiuso gran parte del mio lavoro.

Quando ho iniziato questa esperienza ho immaginato di poter incidere positivamente sul mio paese. Un paese che ormai dormiva da anni, che non pretendeva più nulla, come se tutto fosse stato già fatto, nella convinzione che la garanzia dei buoni redditi personali bastasse per creare una società migliore.

Subito ho capito che le persone avevano riposto in me, in noi, tutte le speranze per un risveglio, anche se molti altri nelle loro menti speravano in un fallimento.

Certo il momento non è’ dei più buoni, tutto il male della politica degli ultimi vent’anni ha presentato e continua a presentare i conti.

Non ci sono più soldi, lo stato inventa ogni giorno nuove tasse, trasformando i comuni in esattorie, più che in dispensatori di servizi e tutele. Questo è il panorama che ho visto davanti ai mie occhi. Ma non mi sono spaventata perché ho sempre pensato che la volontà e il buon senso possono tutto”.

Difficoltà che la Marchetti ha affrontato impegnandosi nel suo lavoro. “Nonostante il mal costume e l’indifferenza, ho cominciato a viaggiare su una strada sempre più in salita, ansimando e a volte sacrificando il mondo intorno a me. Ho pensato, chiesto, indagato, fino a quando mi sono convinta che prima di tutto a Bassano servisse cambiare modo di pensare, di guardare e di sognare.

I miei assessorati mi hanno dato la possibilità di toccare mondi importantissimi, la scuola, il disagio, il mondo delle difficoltà. I luoghi dove crescono e sono cresciuti i figli passati e quelli futuri di tutti noi, il mondo dove cresceranno, dove dovranno rafforzare le loro menti, le loro capacità, ma soprattutto il loro essere.

Ho creduto che puntare su di loro potesse voler dire rafforzare e dotare di strumenti migliori la futura società, coloro che un giorno saranno parte essenziale e vitale di questo paese. Così ho deciso d’investire prevalentemente il mio tempo, il mio lavoro e le forze economiche a mia disposizione sul futuro, sui ragazzi”.

Marchetti ha quindi elencato alcuni dei risultati raggiunti. “Ho iniziato un percorso che ci ha portato a creare una scuola dove, dai docenti agli alunni, tutti potessero trovare, qualcosa e qualcuno che nei momenti di difficoltà li aiutasse, accompagnasse e rafforzasse. Un lavoro silenzioso, poco visibile, ma che mi ha riempito di soddisfazione. Quando i più deboli, i più “difficoltosi” ritrovano la strada del coraggio, questo ti riempie il cuore. Sono grida che urlano in silenzio, bisogna avere buone orecchie per percepire, ma quando esplodono sono bombe che devastano loro stessi e tutte le realtà che gli girano intorno.

Nel sociale ho messo l’impegno per capire se quello che oggi è il debole, l’emarginato, in un mondo che chiede troppo e da poco, e nella debolezza umana vince sempre, distruggendo vite, famiglie e realtà, potesse riscattare la propria vita. Ho cercato di evitare di essere un organo di sussistenza, ma di sostegno e rinascita. Ho cercato di creare rapporti di dialogo e di sostegno morale più che economico, spingendo oltre quel servizio che elargiva solo soldi senza considerare che un essere umano ha sempre un’altra possibilità. Ho pensato che si potesse fare tanto, molto, di più. Ma, forse così non è stato.

Il gruppo che mi ha accompagnato in questo viaggio mi ha sempre sostenuto, mai ostacolato, anche quando le mie idee sembravano strampalate ed impossibili”.

Quindi la decisione sofferta. “Ora però il coraggio, la fantasia, la vitalità non li respiro più è diventata una fatica costante comprenderci ed agire – continua la lettera -. La favola non regge più, questa situazione non mi trasporta, non mi rende felice, quest’avventura non è più come l’avevo pensata.

Rimetto nelle mani del sindaco le mie deleghe e la mia carica da vicesindaco, alcune scelte di questa amministrazione non mi appartengono, non fanno parte di me.

Forse sono io in errore, ma non riesco ad accettare quello che non comprendo e che non mi pare portare al paese nulla di buono.

Resto con loro in una veste meno importante, sostenendoli quando condividerò scelte e proposte e le concretizzeranno, stimolandoli quando si addormenteranno aggrovigliandosi in situazioni di immobilismo e staticità.

RESTO per tutte quelle persone che ancora credono in me e mi chiedono una garanzia, VADO perché non mi riconosco più in un viaggio verso mete che non mi appartengono”.


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14 agosto, 2014

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