Tarquinia – Si chiamava Pietro Vittorio Mazzotti l’uomo trovato morto in spiaggia a Tarquinia la vigilia di Ferragosto.
Sessantasettenne, nato e residente a Roma ma domiciliato a Sutri, Mazzotti era un noto cardiologo.
Il corpo era stato trovato il 14 agosto, tra sant’Agostino e san Giorgio, nel punto in cui la foce del fiume Mignone converge con punta delle Quaglie.
Mazzotti stava trascorrendo un periodo di vacanza in una palafitta in legno, sulla riva sinistra del Mignone. Era arrivato lunedì.
Testimoni dicono di averlo visto andare in spiaggia con la sua piccola sdraio, per andare a fare un bagno. Da quel momento, più nessuna traccia di lui fino al ritrovamento del cadavere e all’indagine della polizia tarquiniese e della guardia costiera di Civitavecchia.
L’ipotesi al momento più accreditata è quella di un malore in acqua. Dalle informazioni raccolte dagli agenti del commissariato di Tarquinia, coordinato da Gina Cordella, sembrerebbe che Mazzotti soffrisse di una cardiopatia. Circostanza che spinge nella direzione di una morte naturale, anche se solo ulteriori accertamenti potranno escludere altre eventuali cause, come un trauma o l’urto violento e improvviso con qualcosa in acqua.
Il pm di Civitavecchia Paolo Calabria ha disposto l’autopsia.
Mazzotti lascia la moglie e due figli.
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