Riceviamo e pubblichiamo – Provo grande soddisfazione nel leggere che anche Alida Castelli, consigliera di Parità della Regione Lazio, donna e politica attiva da anni nel campo di parità e rappresentanze, si sia chiesta: dove erano le donne tutte, e le forze politiche in particolare, quando venivano costituite le giunte e non veniva rispettato lo statuto che prevede una quota di presenza femminile nel Comune di Viterbo?
Questo è il nodo cruciale che speravo fosse oggetto di discussione e confronto.
E’ alquanto evidente però che le donne con un ruolo politico sul territorio, chiamate in causa nel mio ragionamento pubblicato di recente su queste pagine, non abbiano ancora colto l’invito ad aprire un dibattito costruttivo sullâargomento.
Quello che è sotto gli occhi di tutti in tantissimi Comuni Italiani non può essere sottovalutato! Noi dobbiamo, tutte insieme, aprire un confronto anche sulla possibilità di fare un salto di qualità rispetto alle quote di genere che, ribadisco, costituiscono un valido strumento per incoraggiare l’ingresso delle donne nelle istituzioni e sviluppare un patrimonio di cultura politica e sociale che vada ben oltre lo stereotipo.
Ritengo sarebbe interessante approfondire l’opportunità che ci viene data con il ddl che prevede la âdoppia preferenza di genereâ perché non si dica che le posizioni dirigenziali femminili nelle amministrazioni comunali vengano concesse in virtù di quote previste per legge.
A tal proposito, colgo l’occasione per comunicare che presto Futuro e Libertà a Viterbo organizzerà un incontro/dibattito dove saranno chiamati a partecipare tutte le forze politiche, uomini e donne, per formare ed informare sui diritti delle donne e sulle prospettive che le quote di genere possono aprire.
Vita Sozio (Fli)
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY