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– “State vicino alla mamma, in silenzio, senza parlare”.
Con queste parole il vescovo Romano Rossi si è rivolto a Roberta, la mamma di Daniele Pistone, il ragazzo morto in un incidente stradale insieme padre Luca, durante i funerali di ieri pomeriggio al duomo di Fabrica di Roma (fotocronaca).
Parole di una dolcezza estrema rivolte a una donna distrutta da un dolore immenso. Tutta l’omelia il vescovo l’ha dedicata a lei. E a lei si rivolgeva cercando di confortarla pur sapendo che quelle parole non sarebbero certo servite a molto.
“Statele vicino – ha detto il vescovo alla chiesa gremita – ma fatelo senza parlare. Non le dite frasi di circostanza come fatti coraggio, non piangere, cerca di stare bene. Abbracciatela forte, ma in silenzio”.
Tutta Fabrica di Roma era lì. Tutti ma in particolare i giovani. Quei ragazzi di appena 13 anni, amici e compagni di scuola di Daniele che hanno invaso la chiesa con gli occhi rossi e l’espressione attonita di chi non sa come reagire a un dramma troppo grande.
E il vescovo si rivolge anche a loro. “Questi ragazzi – dice nell’omelia – sono forse alla loro prima esperienza con la morte. Non sanno come affrontarla e non riescono a capirla. Perdere Daniele in un incidente stradale, all’improvviso, vederselo strappar via alla vita, è difficile da superare. Ma noi tutti dobbiamo credere e capire che Daniele è ancora con noi. E’ vivo e possiamo amarlo come prima”.
Roberta la mamma di Daniele fatica a camminare. Piange ininterrottamente e chiama il suo piccolo Daniele. “Devi essere forte – le dice il vescovo -. Prima di questa tristissima occasione non ti conoscevo ma stamattina tutti mi hanno parlato di te come una persona forte. Una mamma coraggiosa che ha seguito il suo piccolo uccellino aiutandolo a spiccare il volo con amore e cura”.
Gli occhi lucidi, i singhiozzi e le lacrime non si contano. Il duomo è gremito e tanta altra gente aspetta fuori dalla chiesa. I fiori sono tantissimi. Piccoli mazzi, piantine e corone colorate vengono posate vicino all’ingresso del duomo. Accanto anche una foto di Daniele con un libro per le firme e per i brevi pensieri di chi ha partecipato alla cerimonia funebre.
La bara, piccola e bianca, fatica ad uscire dopo la messa. Troppa gente si stringe attorno a quel piccolo feretro per l’ultimo saluto a Daniele. “Eri un ragazzo fantastico, buono, generoso – legge una delle sue amiche dal pulpito -. Non ti arrabbiavi mai e quegli occhi stupendi trasmettevano una dolcezza infinita. Ci sentiamo persi senza di te, ma sappi che non ti dimenticheremo mai. Ciao campione!”.
I suoi amici hanno preparato anche uno striscione per ricordarlo e salutarlo ancora. C’è scritto: “Volevamo dirti addio per l’ultima volta. Sarai sempre nei nostri cuori campione”.
Alla fine della cerimonia un lento corteo si dirige infine verso il cimitero. Con passi lenti e gravi. La mamma, Roberta, non riesce a smettere di piangere e si regge a fatica, sorretta dai suoi parenti più vicini.
Una voce, tra la gente, lancia un grido per il piccolo Daniele: “Daje Lillo!”. Un urlo di saluto, di affetto, di coraggio. La piazza esplode in un applauso. Un lungo applauso per dire addio a un ragazzino che in una notte d’estate, in strada, è stato strappato via da questo mondo e dalla sua giovane mamma che oggi lo saluta con lo sguardo disperato e distrutto di chi, in un lampo, ha perso tutto.
Questo pomeriggio a Civita Castellana, alle 16 nella chiesa di San Giuseppe operaio, si terranno i funerali del padre di Daniele, Luca Pistone.
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