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Acquapendente - Sanità - Ospedale - La deputata Terrosi, dopo l'approvazione dell'ordine del giorno per il ricorso al Tar

“Tagliati fuori dalle zone svantaggiate, non capiamo perché”

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Alessandra Terrosi

Alessandra Terrosi

L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente

Acquapendente – La discussione tenutasi martedì scorso, durante il consiglio comunale aperto, ha portato ad approvare all’unanimità un ordine del giorno con il quale si dà mandato al sindaco di procedere con il ricorso al Tar avverso il provvedimento emanato in data 5 agosto dalla Regione Lazio.

Il ricorso al Tar riguarderà il mancato inserimento, all’interno del decreto del commissario ad Acta pubblicato sul Burl del 5 agosto, della nostra struttura tra i presidi di zone particolarmente svantaggiate – commenta la deputata Terrosi – tra le quali invece vengono ricomprese quelle di Bracciano, Monterotondo e Subiaco. Ricordo che per i presidi di zone particolarmente svantaggiate, ai sensi del cosiddetto decreto Balduzzi, sono previsti un numero di posti letto di medicina generale pari a 20, una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in day surgery o eventualmente in week surgery e un pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato alla Emergenza-Urgenza”.

“In questi anni – continua Terrosi – a partire dalla emanazione del decreto 80/2010 il consiglio comunale di Acquapendente ha deliberato numerosi atti votati alla unanimità e sostenuti dai sindaci del comprensorio, nei quali le richieste avanzate, sulla base delle necessità del territorio, vanno proprio nel senso previsto dal già citato decreto Balduzzi. Non comprendiamo quindi perché in questa occasione il presidio di Acquapendente non sia stato inserito tra quelli ricadenti in zone particolarmente svantaggiate, pur avendone tutte le caratteristiche“.

Nell’ordine del giorno approvato viene dato mandato al sindaco di procedere ad azioni comuni con il comune di Amatrice, l’altro presidio non considerato in zona svantaggiata.

“Anche il presidio di Amatrice – precisa la deputata Terrosi – è uno di quelli per i quali già i decreti precedenti prevedevano la possibilità di deroghe data l’ubicazione in una zona disagiata. Nei diversi atti presentati dalla sottoscritta in sede di commissione parlamentare competente, è stato sempre richiesto che tutti i presidi ubicati nelle aree svantaggiate della Regione Lazio per viabilità e per distanza dai Dea di riferimento, fossero trattati allo stesso modo, cioè prevedendo una dotazione efficace a garantire il diritto alla salute. Il consiglio comunale ha dichiarato nell’ordine del giorno approvato, la disponibilità a rassegnare le proprie dimissioni se il diritto alla salute del nostro territorio non sarà garantito in modo adeguato. Un atto politico che, già nella intenzione, sottolinea la assoluta gravità della situazione“.


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21 agosto, 2014

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