Viterbo – Pubblica illuminazione, a un anno dall’aggiudicazione del nuovo appalto da oltre 22 milioni e della durata di 19 anni, ancora non si vede luce. Il consigliere Giulio Marini chiede lumi con un’interrogazione, sulle opere che la ditta vincitrice avrebbe già da otto mesi dovuto iniziare, ma delle quali non pare esserci traccia in città, ma per i quali il comune ha già speso 780mila euro.
La gara era stata predisposta quando era ancora primo cittadino lo stesso Marini.
Tra l’altro, il nuovo appalto prevedeva interventi di messa in sicurezza, miglioramento qualitativo ed estetico della pubblica illuminazione e dell’illuminazione decorativa del centro storico: piazza del Plebiscito, piazza san Lorenzo, palazzo dei Papi, via san Lorenzo, riqualificazione dell’illuminazione dei merli delle mura, conservazione delle lanterne storiche, riqualificazione dell’illuminazione delle fontane, la rivisitazione dell’illuminazione di via Marconi e la realizzazione dell’impianto di illuminazione di pratogiardino.
Il testo dell’interrogazione
– A seguito della deliberazione del consiglio comunale 111 del 13 giugno 2011 con cui sono state approvate le linee strategiche gestionali, la procedura a evidenza pubblica per la scelta del contraente, il passaggio della gestione e degli impianti connessi al servizio e in particolare l’obbligo dell’aggiudicatario della gara di appalto di rilevare il ramo di azienda “Pubblica illuminazione” della Cev spa;
– Vista la determina Dirigenziale 1427 del 29 marzo 2012 in cui è stata indetta una procedura aperta di evidenza pubblica per individuare il soggetto cui affidare l’appalto del servzio di “Illuminazione pubblica e realizzazione di interventi di efficienza energetica, di messa a norma e di adeguamento normativo sugli impianti comunali, con l’opzione del finanziamento tramite “terzi”, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per la durata di massimo 20 anni e per un importo complessivo di 25 milioni 80.735 euro a base d’asta;
– Vista la determinazione del settore 2058 del 6 maggio 2013 in cui si aggiudica definitivamente all’ Ati composta da Gemmo spa e S.MA.IL. spa, per un importo complessivo di 22 milioni 235.753 euro per 19 anni e per un valore annuo di un milione 170.320 euro;
– Vista la determinazione del settore 3958 del 11 settembre 2013 in cui la determina precedente è divenuta efficace;
– Viste le modalità in cui la predetta offerta di lavori che prevedevano opere e degli interventi volti a migliorare l’efficienza energetica e luminosa, nonchè degli interventi di messa in sicurezza ed adeguamento alle normative vigenti sull’inquinamento degli impianti oggetto dell’appalto ed in particolar modo il miglioramento qualitativo ed estetico della pubblica illuminazione e dell’illuminazione decorativa del centro storico: piazza del Plebiscito, piazza san Lorenzo, palazzo dei Papi, Via san Lorenzo, riqualificazione dell’illuminazione dei merli delle mura, conservazione delle lanterne storiche, riqualificazione dell’illuminazione delle fontane, nonché la rivisitazione dell’illuminazione di via Marconi e la realizzazione dell’impianto di illuminazione di pratogiardino;
– Visti i documenti presentati dall’appaltatore in data 15 aprile 2014 in cui si consegnano gli elaborati progettuali;
– Viste le Determine in cui si liquida il dovuto per la gestione del servizio;
– Visto l’ammontare dei lavori per cinque milioni 174.412 euro e il tempo della realizzazione per 365 giorni lavorativi;
– Considerato che l’amministrazione comunale ha stipulato il contratto con l’appaltatore da oltre otto mesi e che nessun provvedimento di riqualificazione è parso allo scrivente essere messo in cantiere;
– Considerato che gli otto mesi trascorsi hanno fatto valere all’amministrazione comunale un esborso nominale di 780mila 201 euro a fronte di nessuna opera realizzata o miglioramento energetico;
Visti gli atti e considerate le valutazioni, chiedo di essere relazionato sull’attuazione ed i tempi che quest’amministrazione intende utilizzare per la messa in opera dell’appalto ed individuare qualora ci siano responsabilità le inefficienza che non hanno permesso l’inizio dei lavori inerenti l’appalto di servizio.
Giulio Marini consigliere comunale Forza Italia
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