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Partito Democratico - Piazza Democratica chiede un dibattito a partire dai circoli sull'emergenza sanità

“Ad Acquapendente sia assicurato il pronto soccorso”

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L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il diritto alla salute nella nostra provincia è divenuta la questione che deve essere in cima ad ogni agenda politica, a cominciare da quella del Partito Democratico; e, perciò, è opinione di Piazza Democratica che su questo tema si debba aprire un dibattito, a cominciare dai circoli nei territori.

E la prima urgenza è che ad Acquapendente sia assicurato un servizio di pronto soccorso, con gli stessi requisiti di sistema che sono stati concessi a Bracciano, Subiaco e Monterotondo – compresi i 20 posti letto di medicina di urgenza.

Il Commissario straordinario alla Regione Lazio ha pubblicato il decreto programmatico – n° 247/2014, un documento che reca senz’altro alcuni aspetti di miglioramento della rete (la telemedicina, le reti dei medici di base, una politica organica dell’assistenza e delle cura), ma che riguardo alla nostra provincia non segna alcun progresso rispetto ai precedenti indirizzo, e anzi marca alcuni elementi problematici, quando non di arretramento.

In particolare, quello stesso documento ammette che la sopravvivenza in caso di patologie c.d. tempo dipendenti (infarti, ischemie ictus – nelle quali è essenziale il tempo di intervento) dipende da variabili geografiche.

Non ci vuole molto a comprendere che se Acquapendente dista 1 ora e 15 minuti dal pronto soccorso di riferimento (Belcolle), e oltre 2 ore e 30 dal DEA di secondo livello (il Gemelli) – tempi che oltre tutto sono aumentati dal tempo necessario al prelievo di un paziente in un paese da parte di un’ambulanza che parte da Acquapendente – quella diventa un’area geografica a maggior rischio di mortalità, quanto meno per le patologie tempo – dipendenti.

E, da questo punto di vista, ci sono (poche, invero) questioni che non possono essere negoziate, e il diritto ad essere curati tempestivamente è uno di questi.

Oltre tutto, censuriamo senza riserve la decisione di rinnovare la convenzione con il pronto soccorso di Orvieto; in questo modo si legittima e si perpetua l’inescusabile spreco di risorse che dal Lazio alimentano altre regioni, consentendo ad esse di avere una sanità migliore; e cioè, per risparmiare si spende di più!

Abbiamo letto con piacere la dichiarazione di sensibilità del Presidente della Regione Zingaretti a riconsiderare la programmazione che riguarda Acquapendente.

È un segno importantissimo di attenzione all’efficienza intesa come diritti dei cittadini; così come apprezziamo infinitamente la sua dichiarazione che le macro aree sono superate.

Ma ad Acquapendente deve essere assicurato un pronto soccorso.

Poi, questo non significa che tutte le criticità – non risolte dal decreto 247/2014 – siano superate.

Stabilito (ed accettato) il rapporto posti letto / popolazione, fissato in 3/1000 nel periodo Polverini, e confermato ora (un rapporto da piano di rientro, si badi bene), la nostra provincia è assai in credito!

Va assicurato che tutti i percorsi di assistenza si chiudano sui territori di riferimento – il che significa la conservazione dell’ostetricia che chiude il percorso nascita a Tarquinia e la conservazione delle chirurgia e dell’ortopedia a Civita Castellana.

Ma, soprattutto, si deve sempre avere come premessa ineliminabile che fino al suo completamento Belcolle è già saturo (cioè: posti letto nei corridoi!), e dunque i suoi padiglioni decentrati di Montefiascone e Ronciglione possono e devono essere utilizzati per la cura dei pazienti acuti; il che significa senz’altro potenziare ancora la day surgery, ma anche ricorrere alle degenze, se necessario – senza alcuna preclusione preconcetta; ricordiamo, peraltro, che ingenti risorse sono state spese per ristrutturare le sale operatorie del Presidio di Montefiascone, che ora sono allì’avanguardia, ma sottoutilizzate, quando non chiuse (come in questo periodo estivo), mentre le liste di attesa si allungano inescusabilmente.

Ricordiamo sempre, a tal fine, che non possiamo perdere posti letto perché – nel rapporto – semmai dobbiamo recuperarli; in altri, e più chiari, termini: alla fine in questa provincia ci dovranno essere più posti letto di quelli attuali, perché il rapporto è già un rapporto risicato, e la logica delle macro aree è superata, come ammette lo stesso Presidente.

Infine, le case della salute sono un’ottima idea se funzionano come tali; e vale a dire come nodi del percorso di cura e assistenza alle malattie cronico – degenerative, senza interferenze con le acuzie; non dimenticando che il deficit di posti letto nella nostra provincia è ancora maggiore per le lungo degenze e le RSA…

In Toscana, si è prima ristrutturata la rete ospedaliera, poi si sono create le case della salute, che non distano mai più di 30 chilometri dal Presidio Ospedaliero per pazienti acuti di riferimento.

Se quello è il modello di riferimento, deve essere in toto.

La nostra posizione è che tutte queste questioni devono essere dibattute nel partito, nei circoli, informando gli iscritti e i militanti sugli atti di governo della regione e della AUSL – dato che non siamo affatto certi che i recentissimi indirizzi dell’Azienda (che Piazza Democratica sta esaminando e studiando) siano condivisibili, anche dal punto di vista scientifico.

Peraltro, è ora che la nostra Azienda da questo inesplicabile commissariamento, che ne menoma le prospettive strategiche.

Perché è essenziale che dal dibattitto nel partito escano posizioni politiche responsabili, fondate dal punto di vista scientifico, ma anche severe nel pretendere che i cittadini del nostro territorio possano fruire senza alcun limite e pericolo del diritto più importante; il diritto alla salute e cioè il diritto a vivere il più possibile sani e soprattutto sicuri.

Piazza Democratica Partito Democratico

 


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26 agosto, 2014

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