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Viterbo - Il presidente della regione Zingaretti saluta per l'occasione con il pugno chiuso, Fioroni disapprova - In piazza tutto il Pd e pure Forza Italia con Arena

Il compagno Zingaretti inaugura la festa dell’Unità

di Giuseppe Ferlicca
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Il compagno Nicola Zingaretti saluta alla festa dell'Unità

Il compagno Nicola Zingaretti saluta alla festa dell’Unità

Alessandra Troncarelli e Giovanni Arena

Alessandra Troncarelli e Giovanni Arena

Alessandra Troncarelli perplessa

Alessandra Troncarelli perplessa

Egidi e Zingaretti srotolano il manifesto

Egidi e Zingaretti srotolano il manifesto

Fioroni e Mancinelli

Fioroni e Mancinelli

Stefano Bonori

Stefano Bonori

Antonio Delli Iaconi e Luisa Ciambella

Antonio Delli Iaconi e Luisa Ciambella

Francesco Serra e Giuseppe Fioroni

Francesco Serra e Giuseppe Fioroni

Viterbo – Il compagno Nicola inaugura la festa dell’Unità (fotocronacaslide).

Salutando il popolo riunito compatto e festante a piazza del Gesù, ieri sera il presidente della regione Zingaretti, affacciatosi alla finestra e srotolando il manifesto commemorativo del compagno Enrico Berlinguer, ha voluto omaggiare il festante popolo tutto, rispolverando il vecchio saluto comunista con il pugno chiuso.

Entusiasmo da parte dei presenti, a eccezione di Giuseppe Fioroni, che a quanto pare non ha gradito molto il gesto: “Questi non cambiano…”. E’ stato il laconico commento. E’ festa, si scherza.

Non è piaciuto il manifesto, invece, a un passante. Vedendo la gigantografia della Berlinguer, ha gridato un paio di volte: “Si starà rigirando nella tomba”. Rigorosamente in dialetto, ma tutti lo hanno capito. E qualcuno anche riconosciuto.

Comunque, l’arrivo di Zingaretti ieri sera ha dato il via alla festa, prima però il presidente si è incontrato con i rappresentanti del comitato Noi non ce la beviamo, che gli hanno consegnato una lettera con le richieste che il gruppo porta avanti da tempo per risolvere il problema dell’arsenico.

Zingaretti li ha ricevuti molto volentieri dopo però che insieme a Fioroni, Panunzi, Mazzoli se l’era bevuta. Non l’acqua, ma una bibita dissetante, in vista del dibattito che di lì a poco lo avrebbe visto impegnato sul palco.

Ma al tavolo di Zingaretti si è accomodato pure Giovanni Arena, Forza Italia.

Pare che l’ex assessore comunale abbia fatto confusione con la bandiera del suo partito che ricorda nei colori quella del Partito democratico, ma accortosi troppo tardi dell’errore, abbia preferito rimanere e addirittura accomodarsi in platea ad ascoltare quanto di buono l’amministrazione regionale ha fatto in quest’anno abbondante d’attività.

Accanto ad Arena, la consigliera Pd Alessandra Troncarelli. Scoperta in più occasioni osservare in modo sospetto il suo vicino.

Fioroni, invece, non si è seduto, ha preferito rimanere in piedi e redarguire Francesco Serra per l’auto doccia fredda, consigliandogli in futuro di farne altre, ma solo col ghiaccio. Già che c’era se l’è presa pure con Sandro Mancinelli.

In piazza anche Stefano Bonori, che però visto il delicato momento, preferisce mantenere acqua in bocca…

Seduti in prima fila, il vice sindaco Luisa Ciambella e l’assessore Antonio Delli Iaconi. Ormai un ospite fisso degli incontri Pd. Siede sempre allo stesso posto. Prima fila, prima sedia da sinistra. E’ riservato a lui.

Zingaretti e Panunzi parlano del lavoro a Roma, del risanamento dei conti, sanità, rifiuti, arsenico. Fino a quando non arriva l’ora di cena.

Saluti a tutti. Compagni e non.

Giuseppe Ferlicca

 


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28 agosto, 2014

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