Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Nella Ausl di Viterbo è attiva fin dal 2000 una Uoc di Ematologia con Dh ambulatorio e reparto di degenza, con otto posti letto, che erano originariamente situati presso l’ospedale di Montefiascone.
Dal 2000 al 2005 tale Uoc ha operato in modo egregio, divenendo una delle migliori eccellenze sanitarie sul territorio, nella diagnosi e cura di tutte le patologie ematologiche, comprese le leucemie acute negli adulti; erano eseguiti anche i trapianti autologhi di cellule staminali emopoietiche.
Dal 2005 l’Uoc è stata trasferita presso l’ospedale di Ronciglione dove ha continuato ad erogare la medesima assistenza e cura.
Successivamente, tuttavia, il reparto è stato trasferito d’urgenza presso l’Uoc di oncologia dell’ospedale centrale di Belcolle in ragione di infezioni di origine ambientale; presso la nuova sistemazione l’Uoc di ematologia è stato ridotto a cinque posti letto, e situato in ambienti del tutto inidonei ai trattamenti di leucemie acute e alla gestione di pazienti trapiantati.
Da allora, quella che sembrava una sistemazione del tutto provvisoria e determinata da una emergenza è divenuta un realtà stabile, che ha determinato una rilevante migrazione verso altre AUSL non soltanto del Lazio di tutti i leucemici acuti e di tutti coloro che hanno bisogno di autotrapianto.
Infine, sarebbe stata assunta la decisione di ritrasferire l’Uoc Ematologia presso l’ospedale di Montefiascone.
Questo progetto è stato coraggiosamente sostenuto sia dal Comune che dalla popolazione di Montefiascone, che infine dall’Ail di Viterbo, che si sono impegnati a contribuire economicamente alle spese per la ristrutturazione dei locali nella misura di 40mila euro ciascuno, e così per un totale di 80mila euro complessivamente.
La nuova struttura per la degenza avrebbe dovuto essere operativa già dal mese di ottobre 2013, ma a tutt’oggi si è ben lungi dal vederla attiva, benché i lavori siano iniziati da molto tempo.
E allora, quale consigliere comunale di Montefiascone, e rappresentante del territorio, chiedo:
1) Perché la Ausl di Viterbo non riesce a essere un minimo efficiente terminando dei lavori tanto necessari per la salute pubblica?
2) Si rende conto la Ausl di Viterbo di cosa significa perdere 700/800mila euro per effetto della migrazione dei pazienti, che si potrebbe evitare con un minimo di attenzione e cura dell’interesse comune?
3) Come è possibile che dopo oltre 7 anni non si sia trovata una soluzione?
4) Qualcuno comprende che cosa significa essere ammalati e soffrire, e non poter essere curati nella propria terra?
Massimo Paolini
Consigliere comunale Montefiascone
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