Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non ho difficoltà a etichettare come imbarazzante l’intervento dell’assessore regionale alle politiche abitative Fabio Refrigeri rispetto all’interrogazione sull’Ater di Viterbo con primo firmatario Storace.
Si è trattato di un intervento poco istituzionale e di parte, che espone la giunta a una pessima figura e che, come se ce ne fosse bisogno, allontana ancora di più i cittadini alla politica e alla buona amministrazione.
Non una parola sui 16 milioni di perdite consolidate dell’Ater di Viterbo; ancora colpevoli incertezze sull’applicazione delle più recenti e stringenti norme sui requisiti soggettivi e contrattuali del management dell’azienda. Nessun imbarazzo nell’omissione di fatti gravi quali l’accesso presso l’Ater di Viterbo di carabinieri e guardia di finanza con relativo sequestro di atti, documenti e beni strumentali, emersi fin qui solo grazie agli organi di stampa.
Dopo un anno e mezzo di giunta Zingaretti, almeno cinque interrogazioni urgenti a risposta scritta, richiesta di audizione del commissario straordinario dell’Ater di Viterbo in commissione consiliare, accessi e sequestri giudiziari, si infittiscono le zone d’ombra sulla gestione economica, amministrativa e contabile dell’Ater di Viterbo.
Alla faccia della trasparenza tanto invocata da Zingaretti in campagna elettorale. Per fortuna il consiglio regionale del Lazio non è l’unico organo ad esercitare le funzioni di vigilanza e di controllo sull’Ater di Viterbo.
Daniele Sabatini
Consigliere regionale Ncd
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