Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anche martedì, come succede spesso ultimamente, il viaggio in treno Bracciano – Viterbo in due ore. Una via crucis. Motivo? Guasto alle infrastrutture (adesso gli addetti di Trenitalia hanno imparato questo nuovo termine per farci stare buoni in caso di ritardo), visto che non beviamo più la scusa “treno in ritardo per furto rame”.
Insomma per fare 50 km abbiamo impiegato due ore per poi scaricarci a Vetralla, neanche a Viterbo. Possibile che nel 2014 dobbiamo assistere a queste cose vergognose? Peggio del terzo mondo. Noi pendolari sempre più dimenticati da Dio. Stiamo sul treno perché andiamo a lavorare, mica a fare shopping a Roma.
Il nostro tempo è prezioso, abbiamo una vita e degli impegni fuori dal treno e non si possono buttare le ore così. Sicuramente non mi ascolterà nessuno, ma il vostro quotidiano viene letto da tutti. Un suggerimento agli addetti ai lavori: quando c’è un ritardo di oltre un’ora organizzativi con autobus sostitutivi. Troppo difficile impegnare il vostro cervello e usare l’intelligenza, o l’unica parola che conoscete con la lettera “I” è solo infrastruttura?
Non prendeteci per stupidi che non lo siamo, piuttosto siamo stufi, stanchi. Però i 60/100 euro degli abbonamenti di migliaia di pendolari li incassate. Ecco invece di intascarli provvedete a sistemare le infrastrutture. Grazie! E prima che mi cadono i denti riuscirò a vedere il secondo binario? Ho quasi 40 anni. Stiamo parlando di 80 km, un’ora di viaggio.
Francesca Mori
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