Viterbo – (f.b.) – Diciannove anni appena compiuti, dodici dei quali già trascorsi a correre dietro un pallone e tanto, tantissimo amore per il calcio.
Cristiano Lombardi, classe 1995, viterbese doc cresciuto nel Calcio Tuscia, domenica scorsa ha segnato il suo primo gol in serie B, con la maglia del Trapani. Un’emozione che neanche lui riesce a spiegarsi. Un sogno che si avvera, ma che è soltanto l’inizio di una carriera che potrebbe portarlo davvero molto in alto.
Quando è iniziata la tua passione per il calcio?
“A circa 6 o 7 anni – racconta -. Mi piaceva giocare come a tutti i ragazzini della mia età e così i miei genitori mi hanno iscritto al Calcio Tuscia. Era solo un hobby, ma ci mettevo tutto l’impegno che potevo e in poco tempo si è trasformato in qualcosa di più. Ho giocato un anno alla Viterbese, poi mi hanno chiamato a Siena. Lì ho cominciato a capire che potevo andare oltre e che avevo la possibilità di iniziare una carriera duratura”.
La vera svolta è arrivata subito dopo la parentesi toscana. In che modo?
“Subito dopo un anno al Siena mi ha chiamato la Lazio – ricorda Lombardi -. Quello è stato il grande passo. Innanzi tutto perché la Lazio è anche la mia squadra del cuore e quindi l’emozione fu davvero grande. Poi, ovviamente, anche perché sapevo che così avrei potuto entrare davvero in contatto con il mondo che tanto sognavo. Potevo vivere il calcio da protagonista. Allenarmi con i grandi campioni e provare ad essere in un futuro uno di loro”.
Chi ti ha lasciato il ricordo migliore?
“Da ognuno di loro c’è qualcosa da imparare, ma se devo scegliere un nome non posso che dire Antonio Candreva – continua -. Ha il mio stesso ruolo ed è a tutti gli effetti il modello di giocatore a cui mi ispiro. La strada è ancora lunga, ma lui è il mio punto di riferimento. Poi c’è Simone Inzagni, grandissimo calciatore e altrettanto grande allenatore. Ci sentiamo spesso, anche adesso che sto al Trapani. Con lui ho un rapporto d’amicizia che spero continui nel tempo perché ogni giorno mi insegna qualcosa in più”.
Ora, dopo i quattro anni a Formello, il trasferimento al Trapani. Come lo hai vissuto?
“Ambientarmi in Sicilia non è stato facile – confessa -. Sono molto più lontano da casa e poi entrare in un clima completamente nuovo, in cui la maggior parte dei giocatori sono molto più grandi di me non è stato semplice. Ma ora comincio a sentirmi a mio agio. Poi con l’esordio di domenica scorsa…”.
L’esordio, appunto. Un esordio che nessuno si aspettava così scoppiettante. Che emozioni hai provato?
“E’ stato un sogno. Non so neanche come descriverlo – racconta ancora emozionato Lombardi -. Esordire in serie B, entrare a venti minuti dalla fine su un risultato parziale di 1 a 1 e sbloccare la partita con il gol decisivo è qualcosa che pensavo potessi veder fare soltanto in tv. Mai avrei creduto che succedesse a me. La soddisfazione è stata enorme e il gol non posso che dedicarlo a mio fratello che non c’è più e a mio padre, che non ha mai smesso di seguirmi e anche domenica scorsa era allo stadio a tifare per me”.
Se questo è l’inizio non c’è che da sognare in una carriera ancora migliore. Se dovessi pensare al meglio, dove vorresti arrivare?
“Ora penso soltanto a fare bene qui a Trapani – conclude -. Ma considerato che sono in prestito e quindi ancora di proprietà della Lazio, il mio sogno è quello di vestire la maglia della prima squadra in serie A. Da laziale innamoratissimo di quei colori sarebbe davvero il massimo. Intanto spero anche di incrementare le mie presenze in nazionale. Con l’under 18 e l’under 19 sono stato convocato alcune volte, ma solo in maniera discontinua. In questa stagione spero di poter indossare la divisa azzurra anche nell’under 20 e poi chissà…”.
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