Viterbo – (g.f.) – C’è anche De Gasperi nella due giorni voluta dal Pd comunale e Giuseppe Fioroni.
E’ lo stesso parlamentare a spiegare il perché in un dibattito che guarda alle nuove sfide della società italiana, abbia ritagliato un posto per De Gasperi.
“La mia provocazione forse era eccessiva – precisa Fioroni – nel voler intitolargli la festa dell’Unità nazionale.
Ma a Bologna non c’è stato nemmeno un appuntamento per rievocarlo. Quello che forse non si capisce, è che le contrapposizioni di ieri sono finite.
La storia ha consacrato chi ha ragione e chi ha avuto torto. Le idee dei primi oggi sono patrimonio di tutti.
Il Pd, partito del domani, che vuole guardare avanti, non può non tenere a patrimonio quello su cui abbiamo costruito.
Quindi, da Renzi in giù non si può non avvertire imbarazzo che una figura come De Gasperi, con tutto quello che ha rappresentato, non ci sia”.
Un pungolo. “Si cambia – continua Fioroni – se entrano idee nuove, non solo un grande leader. E fra le idee che fanno parte del nostro dna ci sono anche quelle di De Gasperi.
Non mi rassegno a un segretario dalla faccia moderata e poi diventa anacronistico con la storia. Abbiamo un patrimonio comune, c’è, ha un nome e una comune esperienza”.
A discutere dell’eredità di De Gasperi e la politica d’oggi ci sono Lorenzo Dellai, Marco Follini e Giuseppe Fioroni. A introdurre, è Lucio D’Ubaldo e coordina Giuseppe Sangiorgi, segretario dell’istituto Sturzo.
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