Riceviamo e pubblichiamo – Come già espresso più volte verbalmente nel corso di assemblee e facendo seguito a quanto rappresentato per iscritto sulla proposta di Atto Aziendale, condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal sindaco Bambini sul futuro dellassistenza sanitaria ospedaliera del territorio di Acquapendente e paesi limitrofi.
La volontà espressa dalla direzione generale Ausl non è stata certo sufficiente a garantire lerogazione di servizi necessari a quelle popolazioni confinanti con Toscana ed Umbria che hanno alti standard qualitativi e quantitativi sanitari e che, attraverso presidi ospedalieri quali Siena, Perugia e Orvieto sapranno dare incremento alla loro mobilità attiva.
L’ipotesi prospettata di un Distretto Montano è senza dubbio lunica che potrebbe dare ancora risposte.
La situazione di Acquapendente dimostra pienamente leffetto penalizzante delle macro aree individuate dalla Giunta Polverini che, mentre garantisce a Roma ampia disponibilità di posti letto e di specialistiche, affievolisce la risposta sanitaria man mano che ci si allontana verso le province ed in particolar modo i confini delle stesse.
La modifica del decreto n. 80, che penalizza non solo il presidio di Acquapendente ma lintera provincia, assegnandoci un numero di posti letto per acuti che ci colloca come fanalino di coda di tutte le province laziali, rende necessario un confronto tecnico e politico con lamministrazione regionale che coinvolga i rappresentanti di istituzioni e partiti, per contrastare unoperazione riduttiva che non solo non avrà benefici ma che innalzerà anche i costi in termini di mobilità passiva.
Mario Malerba
Cisl Fp
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