Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi il comitato non ce la beviamo di Viterbo ha incontrato Bruno Placidi, direttore regionale alle Infrastrutture, all’Ambiente e alle Politiche abitative della Regione Lazio insieme a Nazzaro dell’as sessorato all’Ambiente, per rappresentare le insostenibili condizioni in cui si trova la popolazione del viterbese, interessata dal problema arsenico nell’acqua e sollecitare interventi urgenti.
Il comitato, in data 28 agosto 2013, aveva consegnato nelle mani del presidente della Regione Nicola Zingaretti sette domande che abbracciavano vari temi: dallo stato dei lavori, per la messa in funzione dei dearsenificatori nella nostra provincia, alla richiesta di avere un maggior controllo sull’acqua erogata dalle casette e, soprattutto, sulla possibilità di avere una maggior tutela sulla salute dei cittadini.
Dall’incontro, è scaturito l’impegno da parte di Placidi di relazionare al Comitato, entro la prima settimana di ottobre, l’avanzamento dei lavori, dopo che il Comitato ha fatto presente il forte ritardo sul dearsenificatore di Monte Jugo che risulta realizzato appena al 40%.
E’ stato evidenziato dai rappresentanti della Regione che i dearsenificatori non sono la soluzione definitiva al problema e che in merito è stato avviato uno studio di ingegneria che sta valutando diversi piani di intervento tra i quali l’approvvigionamento dal Peschiera, ma ad oggi non è stata ancora effettuata una scelta precisa.
Preso atto della totale inerzia da parte delle istituzioni locali, il comitato ha rappresentato l’urgente necessità di rifornire di acqua dearsenicata ospedale, scuole, anziani e disabili e, soprattutto, di analizzare costantemente l’acqua erogata dalle casette appositamente predisposte pubblicando i dati relativi alle analisi.
Rispetto ai dati allarmanti emersi dallo studio di epidemiologia della stessa Regione Lazio che hanno evidenziato nel periodo che va dal 2005 al 2011, nei comuni colpiti dal problema arsenico un aumento della mortalità per tutti i tipi di tumore, in particolare ai polmoni e alla vescica, si è registrata una disponibilità ad avviare, tramite l’osservatorio epidemiologico, uno screening sanitario preventivo gratuito sulla cittadinanza e l’istituzione dl registro dei tumori.
La Regione si è impegnata ad istituire tavoli con le varie istituzioni chiedendo la partecipazione attiva del Comitato.
Non possiamo definirci certo soddisfatti per le risposte sin qui ottenute rispetto alla vicenda arsenico, ma riteniamo che questo incontro potrebbe rappresentare il primo atto nella direzione del coinvolgimento attivo della cittadinanza, segnale che cambierebbe il passo rispetto ad una gestione condotta fino ad oggi che ha profondamente umiliato la popolazione nel far mancare costantemente anche la più semplice informazione su un problema così grave nel nostro territorio.
Comitato Non ce la beviamo di Viterbo
Francesco Lombardi, Sergio De Paola, Daniele Cario, Luigi Telli, Emanuela Dei, Paola Celletti, Olindo Cicchetti
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