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Assassinio di Ciro Esposito - Le lesioni erano state rilevate all'ospedale di Belcolle - Il coltello trovato sul luogo del delitto era dei tifosi del Napoli

De Santis, le ferite refertate anche dai medici del Regina Coeli

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Daniele De Santis

Daniele De Santis 

Viterbo –  Le ferite di arma da taglio sull’addome di Daniele De Santis erano state individuate e certificate dai medici di Regina Coeli prima ancora che ne parlassero i medici dell’ospedale Belcolle di Viterbo.

Il fatto è stato accertato oggi  in vista dell’esame, nel corso di un incidente probatorio, della perizia redatta dal Racis su quanto accaduto il 3 maggio scorso quando ci furono gli scontri e i ferimenti nell’imminenza della partita di Coppa Italia Fiorentina-Napoli.

In particolare i medici del centro clinico del carcere di Regina Coeli refertarono la mattina dell’8 maggio, quando De Santis fu trasferito al carcere, che il tifoso giallorosso tragicamente protagonista degli scontri – essendo stato lui a sparare contro l’ultrà napoletano Ciro Esposito che poi morì – aveva ferite da taglio ai fianchi oltre a una ferita lacero contusa alla fronte.

La circostanza emerge dall’esame della documentazione clinica acquisita dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri. Documentazione secondo la quale De Santis dopo gli scontri fu trasferito al Policlinico Gemelli, che dopo poche ore per motivi di sicurezza fu trasferito al Policlinico Umberto I e poi dopo diversi giorni a Viterbo all’ospedale di Belcolle.

Durante il ricovero al Gemelli i medici diagnosticarono dopo una tac soltanto le fratture riportate durante gli scontri. Particolarmente grave era quella a una caviglia che ha richiesto un intervento operatorio. A confermare l’esistenza di ferite da taglio ai fianchi furono poi i medici dell’ospedale Belcolle il 25 giugno, il giorno in cui De Santis venne trasferito a Viterbo per motivi di sicurezza in seguito alla morte di Ciro Esposito.

Il possesso del coltello a serramanico, raccolto dagli investigatori sul luogo della sparatoria, è stato attribuito dagli investigatori ai tifosi partenopei. E’ quanto si legge nel capo di imputazione che la Procura della Repubblica di Roma ha contestato nell’ambito dell’inchiesta a Ciro Esposito, Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti. A loro i pubblici ministeri hanno contestato, oltre al concorso in rissa, d’aver portato in luogo pubblico il coltello a serramanico di colore argento con il manico di simil legno. Gli accertamenti del Racis hanno rilevato su questo oggetto tracce ematiche del solo De Santis.


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24 settembre, 2014

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