Viterbo – (g.f.) – Mense: in consiglio comunale il sindaco Leonardo Michelini ha assicurato che tutti i dipendenti passeranno alla nuova impresa. Ma per undici lavoratori il futuro è ancora incerto.
L’azienda ritiene che gli addetti alla mensa non debbano passare in automatico, diversamente dai trenta scodellatori che operano nelle scuole e che l’altro giorno hanno firmato il contratto.
Dall’altra parte, Cgil e Ugl sostengono come il capitolato d’appalto e il contratto nazionale parlino chiaro. Cessione del ramo, passaggio obbligato. E diretto.
La controproposta della ditta è un’assunzione ex novo. Differenza che sembra di poco conto, ma non lo è.
Perché se anziché transitare, sono assunti ex novo, al prossimo cambio di gestione, gli undici resteranno fuori dalla cessione del ramo d’azienda.
Col rischio di rimanere a casa.
“Ma la cosa più importante – spiega Loretta Vizzini, una delle lavoratrici al momento non rientrate – è che noi chiediamo al comune di fare da garante. C’è un capitolato e va rispettato ed è l’amministrazione a doverlo fare”.
Per Serenissima, i lavoratori aventi diritto al passaggio per cambio di gestione sono stati assunti. Sono i trenta.
Quelli del centro produzione non sono interessati dal cambio gestione, ma per garantire i livelli occupazionali, saranno assunti. Con un orario di lavoro residuo rispetto al contratto in essere con Ep, la società che fino allo scorso anno si occupava del servizio mense.
In questo modo gli undici avrebbero due datori di lavoro. Sembra che un paio siano già stati contattati direttamente.
Ma se la ditta non riprende le persone che si occupavano del centro cottura, chi garantirà da lunedì il servizio? “Hanno detto – spiega Vizzini – che non è un problema nostro”.
Una soluzione si fa fatica a intravederla, mentre ieri è venuto fuori anche il problema di Grotte santo Stefano.
Alla mensa della frazione il servizio per ora non partirà. Il cibo arriverà direttamente da Viterbo.
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