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Viterbo - Futuro e libertà critica duramente l'assessore regionale all'Agricoltura

La Birindelli si fa bella coi lavori altrui

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Riceviamo e pubblichiamo – A quanto pare l’assessore Birindelli si sta comportando come la cornacchia della favola di Fedro: si vorrebbe far bella agli occhi dei cittadini viterbesi con le “penne” degli altri, con l’aggiunta, in peggio in questo caso, di usare “penne” false.

Ci riferiamo, fuori metafora, a quanto scritto con molta cortesia, ma con profonda etica scientifica, dal professor Andrea Vannini, docente di micologia dell’Università della Tuscia.

Vannini aggiunge poi nella sua lettera, non senza che da essa emerga un fondo di amarezza, che da circa un anno sta conducendo sperimentazioni sull’efficacia del fungo di Gnomoniopsis sp. come agente di controllo biologico del cinipide del castagno in collaborazione con il laboratorio di entomologia del professor Paparatti, e che, sottolinea Vannini, “tale sperimentazione è stata condotta su esclusiva iniziativa e a totale carico economico del laboratorio di micologia, senza alcun finanziamento pubblico esterno, tantomeno regionale, ma con il supporto “in natura” e la collaborazione di una azienda castanicola che ha messo a disposizione i propri impianti per la sperimentazione.

Ma le false “penne” dell’assessore Birindelli non finiscono qui, mentre la responsabile dell’agricoltura del Lazio ha affermato con enfasi: “Abbiamo incaricato l’Università della Tuscia di approfondire il rapporto esistente tra Gnomoniopsis e Cinipide. Le ricerche in atto puntano anche a valutare l’aiuto che può arrivare dagli antagonisti locali del Cinipide. Attendiamo le risposte degli scienziati”. Vannini dal canto suo, molto chiaramente nella sua lettera afferma: “Personalmente non ho mai avuto l’onore e il piacere di interloquire con l’assessore Birindelli, ne tantomeno esistono indicazioni verbali o scritte che “incarichino” o “abbiano incaricato” il nostro laboratorio a lavorare su questo argomento. Qualsiasi colloquio a riguardo è stato evidentemente fatto con l’interlocutore sbagliato o improprio.“

A questo punto, l’assessore Birindelli dovrebbe spiegare ai castanicoltori dei Monti Cimini da quali scienziati aspetterebbe le risposte. Crediamo che gli agricoltori dei Cimini sarebbero curiosi di saperlo. Se poi fosse vero che la Regione si fosse rivolta ad altri ricercatori, la cosa sarebbe oltre modo sciocca, in quanto la Facoltà di Agraria di Viterbo è una delle più prestigiose a livello nazionale e internazionale. Senza contare, poi, che per quanto riguarda la sperimentazione, essa sicuramente risulterebbe molto più comoda, economica e molto più produttiva se ad effettuarla fosse una Università del luogo, ripetiamo, oltretutto molto qualificata.

E già che ci siamo, ci piace rivolgere due parole anche al presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio Francesco Battistoni. Non pensa Battistoni che dovrebbe essere molto più accorto nell’elargire fondi? Naturalmente, non perché gli altri agricoltori del Lazio, produttori di altre varietà vegetali non ne debbano usufruire (vedi i 4 milioni di € già distribuiti e il milione di Euro stanziato per il 2011 per l’infestazione batteriologica del kiwi), ma perché, se proprio vogliamo essere chiari, è molto più traumatico perdere ettari di castagneti che ettari di kiwi, e l’evidenza di tale fatto è talmente chiara che non ha bisogno di nessuna spiegazione e commento.

Noi crediamo che la Regione Lazio, nelle persone dell’assessore Birindelli e del consigliere Battistoni, dovrebbe, in primo luogo usare meno demagogia e più concretezza nei fatti e lasciar lavorare “i ricercatori nella dovuta discrezione e riservatezza senza creare bailamme mediatico intorno ad un argomento che può diventare “opportunità” per i numerosissimi produttori castanicoli che meritano risposte certe e non “false illusioni”, specialmente in un momento di crisi della castanicoltura come questo”.

In secondo luogo crediamo che l’assessore Birindelli e il consigliere Battistoni dovrebbero prendere effettivamente e urgentemente contatti con la Facoltà di Agraria di Viterbo nelle persone dei ricercatori e studiosi che si sono già attivati per affrontare con competenza questo problema. Questo, per iniziare, stavolta veramente, un proficuo rapporto sinergico tra Università e Enti locali, stanziando finanziamenti ad hoc per accelerare la soluzione del grave problema Cinipide, se veramente, come dicono, hanno a cuore la situazione castanicola della Tuscia.

Angelo Barboni (Futuro e Libertà)


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5 agosto, 2011

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