Montefiascone – Finì ai domiciliari con l’accusa di aver violentato la figlia. Oggi la procura di Viterbo chiede l’archiviazione per un padre 40enne, arrestato nel settembre 2011.
L’indagine, sulla quale tre anni dopo la magistratura è pronta a mettere una pietra sopra, era partita dalla segnalazione dell’ex moglie dell’uomo ai servizi sociali.
La donna diceva di aver raccolto preoccupanti confidenze dalla sua bimba che, all’epoca, non aveva neppure 5 anni. Sul caso hanno poi iniziato a lavorare gli agenti della squadra mobile, sezione specializzata in reati su minori.
Per l’imprenditore di Montefiascone, l’arresto scattò il 9 settembre 2011. Con un’accusa pesantissima: violenza sessuale aggravata sulla bambina, consistita in rapporti completi andati avanti per alcuni mesi, quando padre e figlia si trovavano da soli. Il tutto nella cornice di un rapporto a dir poco burrascoso con la moglie, dalla quale, proprio nel 2011, l’imprenditore si stava separando.
Quattro giorni di domiciliari. Poi la libertà, con divieto di frequentare la casa in cui vivevano ex moglie e figlia. E da allora i rapporti con la bambina non sono mai più ripresi.
La piccola è stata ascoltata in fase di indagini, in incidente probatorio. Una specie di anticipazione del processo, per cristallizzare la deposizione della bimba e riutilizzarla in un eventuale dibattimento. Ma non ce n’è stato bisogno. Per i periti del tribunale, oltre che per i consulenti di accusa – pm Renzo Petroselli – e difesa – avvocato Giovanni Bartoletti -, la bambina è inattendibile. Probabilmente suggestionata.
Da qui, la richiesta di archiviazione della procura, che passa parola al gip per la chiusura definitiva del caso.
Per l’imprenditore è l’inizio dell’uscita dal baratro.
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