Viterbo – Sarà che il 3 ottobre in Germania è festa nazionale, si celebra la riunificazione.
Sarà che la vivacità culturale di Berlino non si scopre certo adesso, essendo da molti anni ormai meta e residenza di artisti che sperimentano il futuro. Sarà, infine, che la prima serata dell’Italian film festival - Tuscia Film Fest proponeva in calendario due premiere tedesche, “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi (vincitore a Venezia 2013) e “La mafia uccide solo d’estate” di e con Pif (presente a Berlino insieme agli sceneggiatori Marco Martani e Michele Astori).
Tutte ipotesi, di sicuro c’è che ce ne sarebbero voluti due di cinema Babylon per accogliere tutti quelli che già da metà pomeriggio (la prima proiezione era alle 18) facevano la fila al botteghino.
Sold out, e stiamo parlando non della sala parrocchiale, ma di un cinema in piazza Rosa Luxemburg (200 metri da Alexanderplatz), aperto dagli anni Venti, al centro di una delle città più dinamiche del mondo.
A far bella di mostra di sé non c’era solo il cinema italiano, ma un pezzo di Tuscia e di Viterbo, visto che la rassegna è anche (verrebbe da dire soprattutto) un pretesto per promuovere il territorio: “Oh yes, Viterbo, Tarquinia, Etruschi I know”, diceva un giovane tedesco nel suo inglese dall’accento arrotato.
Lo ha capito bene l’assessore alla Cultura Tonino Delli Iaconi, presente a Berlino con tanto di raffreddore d’ordinanza.
“La prima è andata davvero bene, al di là di ogni aspettativa – dice il direttore Mauro Morucci - speriamo che il trend si mantenga costante”.
Il cartellone del sabato prevede la proiezione de “La Grande Bellezza” e un doppio appuntamento (altre due premiere) con Edoardo Leo. L’attore e regista romano presenta la sua opera seconda “Buongiorno Papà” e “Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia, d cui è protagonista.
Chiusura domenica 5 ottobre con Fabrizio Gifuni, protagonista de “La città dei matti” e “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, girato in parte nella Tuscia (e scritto a Berlino).
Tanti gli eventi collaterali (incontri con gli sceneggiatori, dibattiti), a cominciare dal party dâinaugurazione al Kino Berlin del quartiere Kreuzberg, al quale hanno partecipato anche Pif, Martani, Astori, il critico cinematografico Enrico Magrelli. Ed Edoardo Leo.
“Se conosco la Tuscia io? Mi padre è de Sutri – spiega Leo – , quanno chiama tocca annà pure a vendemmià. E ho giocato a pallone a Sutri e Bassano”.
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