Montefiascone – (s.m.) – C’è una scarpata, oltre il marciapiede in cui sale con la macchina. Il tempo di realizzarlo ed è già nel vuoto. Tre metri di volo. La Fiat Panda che cade e si ribalta. E poi lo schianto a terra.
E’ morto così Pietro Fiorucci, 74enne di Montefiascone. A sette anni da quel tragico incidente alla zona artigianale in località Le Guardie, il processo va avanti per l’allora tecnico comunale, accusato di omicidio colposo per non aver opportunamente segnalato quel burrone subito dopo il marciapiede. A difenderlo, c’è l’avvocato Giovanni Labate. Parte civile, una delle due figlie di Fiorucci, assistita dall’avvocato Marco Ricci.
Davanti al tribunale di Viterbo, ieri, sono stati ascoltati il consulente del pm, l’ingegner Carlo Giannuzzi, e uno dei carabinieri che, all’epoca, eseguirono tutti gli accertamenti del caso per la compagnia locale.
Secondo l’ingegner Giannuzzi, neppure il marciapiede si vedeva bene: era coperto dall’erba. La macchina è salita sopra e non ha fatto in tempo a fermarsi, nonostante la bassa velocità. “La Fiat Panda andava a 30 all’ora – ha spiegato l’ingegnere -. In questo modo, dopo essersi capovolta in aria, si è abbattuta al suolo, schiantandosi dalla parte del tettino”. L’ingegnere lascia intuire che, paradossalmente, se avesse proceduto a velocità maggiore, l’auto avrebbe saltato sul marciapiede e planato. E forse, Fiorucci avrebbe avuto una speranza in più di sopravvivere.
Tra il crepaccio e la strada, c’era solo quel marciapiede. Che, per l’ingegnere, Fiorucci avrebbe forse anche potuto vedere, a circa cinquanta, sessanta metri di distanza con i fari anabbaglianti. Ma mancava tutto quello che c’è oggi: un guardrail, segnaletica orizzontale e verticale. E poi, l’illuminazione: solo due lampioni su quattro erano accesi. Per questo, c’è pronta una richiesta di rinvio a giudizio per un ex assessore comunale, all’epoca delegato all’illuminazione pubblica.
La difesa sostiene che le opere di urbanizzazione fossero state collaudate sette anni prima e che nessuno avesse mai segnalato quel pericolo al tecnico comunale.
Parallelamente prosegue la causa civile, intentata dai familiari di Fiorucci contro il comune di Montefiascone.
Un processo il cui destino è stato segnato dai cambi di giudice e dalla chiusura della sezione distaccata del tribunale a Montefiascone. Rinvii continui. E oggi, la vicenda giudiziaria ha i minuti contati.
Per l’accusa di omicidio colposo, la prescrizione è sette anni e mezzo. Il prossimo 16 novembre saranno già sette anni precisi dall’incidente. Tra i sei mesi che restano, più gli ulteriori periodi di sospensione della prescrizione, c’è appena un anno di tempo per arrivare alla sentenza di primo grado.
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