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Viterbo - Sopralluogo alle terme di San Sisto - Il presidente dell'associazione Le Masse a colloquio con i carabinieri

“Ai Nas ho spiegato che qui è tutto in regola: acqua, ambulanti e lavoratori”

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Giovanni Pagliari, presidente dell'associazione Le Masse

Giovanni Pagliari, presidente dell’associazione Le Masse

Polizia locale e Nas alle pozze di San Sisto

Polizia locale e Nas alle pozze di San Sisto

L'entrata esterna delle Masse di San Sisto

L’entrata esterna delle Masse di San Sisto

Viterbo – “Qui è tutto in regola: acqua, ambulanti e lavoratori” (fotocronaca – slide – video).

Giovanni Pagliari, presidente dell’associazione Le Masse è stato ascoltato dai Nas in seguito al sopralluogo che i militari e la polizia locale avevano effettuato alle terme di San Sisto venerdì mattina.

“Come mi avevano già annunciato durante l’ispezione – racconta Pagliari – i Nas mi hanno chiamato per un colloquio, per chiarire e approfondire l’andamento dell’associazione che presiedo, che da due anni gestisce le pozze sulla Cassia Sud, e io non ho fatto altro che spiegare loro che qui è tutto in regola”.

L’ispezione di venerdì era durata circa mezzora e aveva lo scopo di reperire tutte le informazioni sull’associazione, sulle strutture presenti intorno alle vasche d’acqua e sui servizi forniti all’interno delle terme come il bar, i massaggiatori e gli asciugamani.

“Ho spiegato ai Nas che io agisco su un terreno privato con dei privati – continua il presidente Pagliari – rispettando tutte le regole. Ho mostrato le analisi delle acque effettuate nel 2013 che sono perfettamente a norma. Se vogliono possono anche rifarle in qualsiasi momento, so già che è tutto ok”.

Nessun problema nemmeno per quanto riguarda i dipendenti e chiunque in varie vesti collabora con l’associazione.

“Siamo in sette a lavorare lì dentro – prosegue -: io più altre sei persone dell’associazione. Tutti hanno un contratto in regola che i carabinieri possono verificare tranquillamente. Anche gli ambulanti hanno i permessi necessari e le norme igienico sanitarie sono rispettate alla perfezione”.

Unico neo sarebbe la concessione mineraria, ma secondo il presidente dell’associazione Le Masse, non è a lui che va richiesta tale documentazione.

“So che c’è un contenzioso in ballo tra la regione e la società romana proprietaria del terreno – aggiunge Pagliari – per la concessione mineraria. Ma questo non è affar mio. Non spetta a noi, come società, occuparcene. Noi facciamo soltanto il nostro lavoro e cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile nella più totale trasparenza. Non ho nulla da nascondere. Se i Nas vogliono tornare, perché sono sicuro che torneranno per dei controlli, tornassero pure”.

Intanto tra gli oltre diecimila soci dell’associazione, 10492 per l’esattezza, c’è già chi è sul piede di guerra.

“Mi hanno detto che appena sono arrivati i Nas e la polizia locale venerdì mattina – conclude Pagliari – qualcuno ha gridato loro che sarebbero pronti a manifestare in piazza contro un’eventuale chiusura. Questa è la dimostrazione che lavoriamo bene e senza sotterfugi. Al massimo, se proprio dovessero attaccarsi a qualcosa, potrebbero trovare un paio di casottini di legno abusivi che sono lì dal 2006. Ma io, che ho preso la gestione dal 2012, ce li ho trovati”.


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18 ottobre, 2014

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