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Viterbo – Castagne, il raccolto crolla ai minimi storici.
Il prodotto, simbolo dell’autunno, rischia di sparire se le linea di tendenza di quest’anno dovesse confermarsi anche in futuro.
E’ Coldiretti nazionale a lanciare l’allarme. Il clima sfavorevole al raccolto si aggiunge a una realtà già decimata dal cinipide.
Sono lontani i tempi del 1911, quando il raccolto aveva raggiunto il record di 829 milioni di chili. Adesso l’unico record, stavolta negativo, è quello dell’import.
Secondo Coldiretti, in appena un anno, dal 2012 al 2013, si è passati dai 38,7 ai 67,8 milioni di euro. L’impegno delle istituzioni è necessario, per l’associazione degli agricoltori. Non solo sul piano della lotta al cinipide, ma anche su quello del rilancio del settore.
Alla scarsa quantità, fa da contraltare l’ottima qualità del prodotto italiano. Il primato sarebbe confermato dall’esistenza di ben dodici tipi diversi di castagne, tutte certificate a livello europeo. Tra questi, anche la castagna di Vallerano Dop.
Un prodotto che fa parte anche della tradizione culinaria italiana. Vario nella qualità, ma anche nei modo di consumarlo: arrosto, lesse, cotte in latte e zucchero, usate per primi e secondi, ma anche per golose marmellate a base di cacao.
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