Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,
siamo un gruppo di ragazzi che vive a Orte Scalo nel quartiere città giardino, una zona tranquilla a valle di una stupenda collina che guarda la valle del Tevere, costeggiata da alberi di quercia a noi familiare. Fino a qualche anno indietro ci piaceva fare considerazioni sul cambiare delle stagioni, la caducità delle foglie degli alberi di quercia, il cinguettio degli uccelli in primavera.
La strada era il nostro punto di incontro dove potevamo dare un calcio ad un pallone o correre in bicicletta. Tutto questo fino a quando “qualcuno ha deciso per noi”. Abbiamo visto i nostri spazi ridursi sempre di piu’, alberi tagliati per fare spazio a palazzi ancora disabitati, la strada dove noi giocavamo è diventata un luogo di lavoro. Cantieri, una rumorosa gru edile, transenne che occupano le vie del nostro quartiere.
In questi giorni di vacanza estiva e di riposo dagli impegni scolastici siamo stati svegliati tutte le mattine dal rumore della gru che inizia a lavorare alle ore 7,30 fino alle 16,30 neanche un riposo pomeridiano è stato possibile. Senza spazi liberi e con le finestre delle nostre case chiuse per ripararci dai rumori dei cantieri.
I piu’ fortunati sono andati in vacanza in altri luoghi lontano dai rumori e dalle polveri,ma chi è rimasto ti assicuro non ha passato un’estate riposante, stessa sorte per i nostri nonni.
Sappiamo che i nostri problemi sono comuni a molti altri ragazzi che amano giocare all’aria aperta correre e divertirsi con gli amici del proprio quartiere. Purtroppo la trasformazione del nostro quartiere ci riguarda direttamente, le nostre vie non sono piu’ il nostro “ambiente domestico”. Abbiamo mandato una lettera anche al ministro Meloni riusciremo a vivere nuovamente il nostro spazio? Quando?
I ragazzi di Città giardino Orte Scalo
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