![]() La terza commissione – Illustrazione dello studio sui piccioni ![]() Andrea Amici ![]() La terza commissione – Illustrazione dello studio sui piccioni ![]() La terza commissione – Illustrazione dello studio sui piccioni |
Viterbo – (g.f.) – Ottomila piccioni volano ogni giorno sulle teste dei viterbesi.
Per molti rappresentano un fastidio, da ieri si conosce anche l’entità. Lo studio dell’Università della Tuscia è stato presentato in terza commissione ed è il primo passo verso provvedimenti da parte dell’amministrazione comunale, per tenere sotto controllo il fenomeno.
E’ stimato che il numero ottimale di esemplari sia attorno al 300-400 al chilometro quadrato.
A Viterbo si trovano in centro, dove il clima è più favorevole, ma pure in periferia e nelle campagne, dove le conseguenze ai raccolti di mais, girasole, soia si fanno sentire.
La loro presenza, però, non è ovunque la stessa. Ci sono posti che preferiscono rispetto ad altri.
“Fontana Grande – spiega Andrea Amici, docente del Dafne – è un importante punto d’abbeverata, case abbandonate sono luoghi che prendono d’assalto”.
Non fanno distinzione fra palazzi nobili o meno blasonati, edifici pubblici o privati. Un certo numero staziona regolarmente anche in quello del comune o al palazzo dei Papi.
L’amministrazione comunale può intervenire, ma prima di tutto devono cambiare alcuni comportamenti.
“Partendo dal divieto di somministrare cibo ai piccioni – osserva Amici – un fenomeno molto più frequente di quanto si possa immaginare. A piazza della Rocca, ad esempio, c’è un commerciante che sparge cibo dall’altra parte della strada per tenerli lontani. Diverse persone lo fanno. Nei pressi dell’Inps c’è anche chi ha foderato una stanza di plastica”. Per accoglierli meglio…
La specie presa in considerazione è quella selvatica. Sono le province a controllare e i comuni possono intervenire, ma solo se esiste un problema reale e tenendo conto della norma sul maltrattamento agli animali.
Allontanarli non è semplice, i dissuasori, specie quelli sonori funzionano i primi tre giorni e poi si abituano.
“Certamente – spiega l’assessore al Centro storico Alvaro Ricci – l’ordinanza per non dare loro cibo va predisposta, quindi l’installazione di dissuasori, stando attenti a non intervenire in modo invasivo in aree pregiate.
Soprattutto però, dobbiamo aiutare i cittadini a giusti comportamenti”.
Non solo il cibo, con un’ordinanza che dovrà emanare il sindaco, ma anche a fare in modo di non lasciare spazi dove possono avere libero accesso i piccioni, ma sistemarli. Penso che sia possibile sostenere anche economicamente i privati che ad esempio, posizionino con un determinato criterio i dissuasori.
“Non penso invece – continua Ricci – a un’ordinanza per il contenimento, ma semmai un piano da studiare a livello provinciale. Ovviamente la competenza come assessorato non è mia, io mi sono preso l’onere dell’iniziativa in particolare per i problemi legati al centro. Promuoverò un tavolo tecnico con Asl, provincia, università e corpo forestale, non a caso in commissione alcuni rappresentanti erano presenti
Alcuni sistemi come dare loro cibo che li renda sterili, sono costosi, anche venti euro l’anno a piccione e con scarsi risultati. Quello che ieri mattina è apparso a tutti chiaro è come non ci si possa improvvisare, il percorso da seguire è rigido, tanto che va autorizzato dal ministero dell’Ambiente”.
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