Viterbo – (g.f.) – Diciotto ragazzi hanno avuto l’occasione d’imparare un mestiere e dopo sei mesi per alcuni di loro è arrivato un contratto a tempo indeterminato.
Il posto fisso ancora esiste, seppure non è più quello di un tempo.
Botteghe di mestiere, ultimo atto. Si tirano le somme del progetto Italia Lavoro che ha dato i suoi risultati.
Stamani in provincia, la premiazione dei ragazzi che hanno seguito la seconda fase: Luca Signorelli, Marika Guerrini, Lorenzo Meschini, Roberta Antonuzzi, Luca Lelli, Lorena Alessandrini e Nicolò Valeri.
“Investire sulla formazione professionale qualificata – dice il direttore Confartigianato Andrea De Simone – quella per cui poi c’è richiesta di lavoro, alla fine paga. Diciotto ragazzi in due turni hanno potuto per sei mesi frequentare stage retribuiti da Italia Lavoro in azienda e alcuni di loro sono stati premiati con un’assunzione a tempo indeterminato”.
Il posto fisso non è ancora morto. “Quello che siamo abituati a conoscere – spiega l’assessore provinciale Andrea Danti – non esiste più, per questo dobbiamo essere bravi a creare nuove forme di lavoro”.
La provincia fa la sua parte, nonostante le difficoltà che sta attraversando. “Come ente – spiega l’assessore provinciale Giuseppe Talucci Peruzzi – non abbiamo più disponibilità economiche come un tempo, ma vogliamo essere da supporto per chi ha voglia di lavorare, ha un’idea, aiutandolo a inserirsi nel mondo del lavoro”.
Il progetto è partito nel novembre 2011.
“Nel Lazio – spiega Roberto Tropea di Italia Lavoro – sono nate sette botteghe di mestiere, una a Viterbo.
A Viterbo il progetto ha visto una grande partecipazione, ma si può fare meglio.
Nell’apprendistato in questa provincia sono stati investiti 260mila euro in apprendistato, coinvolgendo 119 imprese che hanno assunto persone per un anno e mantenuto i livelli occupazionali”.
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