Bagnaia – Un poco di nostalgia e qualche polemica alla cena organizzata dall’Unione nazionale combattenti della Rsi. Il presidente provinciale del sodalizio, Alessandro Bordoni, che ha militato in gioventù nella Repubblica sociale italiana, ha dato appuntamento a tutti i “camerati” martedì 28 ottobre 2014 in un noto ristorante di Bagnaia.
“Vogliamo tenere alto lo spirito della patria e dell’idea – ha detto Bordoni alle persone che hanno partecipato alla cena – in questo momento di profonda crisi morale, tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della nazione devono saper superare divergenze e interessi di parte e operare uniti per la difesa della nostra identità, cultura e tradizioni”.
Sono poi intervenuti l’avvocato Carlo Morganti del Msi Fiamma Tricolore, che ha annunciato l’avvio di una raccolta di firme per chiedere il ritiro del trattato di pace sottoscritto dall’Italia il 10 febbraio 1947, e l’avvocato Roberto Bevilacqua che ha fatto un excursus storico tratteggiando i provvedimenti del fascismo in campo sociale ed economico.
Ma la raccolta di firme promossa dalla Fiamma Tricolore ha creato più di un mugugno tra i convenuti. Diversi commensali si sono rifiutati di firmarla, perché non volevano mescolare la ricorrenza con un’iniziativa di partito.
“I comizi non li vogliamo sentire – hanno detto alcuni commensali in camicia nera – siamo qui per commemorare una data storica e ritrovarci tra camerati. Le beghe di partiti grandi e piccoli non ci interessano”.
Tra i più critici Rinaldo Nicolai. “Non vogliamo sentire questo o quello – ha detto – certi comizi non ci servono”. Concetto riaffermato da Marco Calisti, ex dirigente della Fiamma Tricolore. “Sono uscito dal partito – ha annunciato – perché è ora di costruire una aggregazione di destra forte e coesa per contare di più in Italia. Basta con i partitini e i personalismi di qualche personaggio. Ognuno porti il proprio mattone perché c’è bisogno di costruire una grande casa per tutti gli italiani”.
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