Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo condotto una battaglia leale e nel merito delle questioni riguardanti il piano casa, manifestando da subito e per tutto il corso della discussione in aula la nostra criticità rispetto allo strumento in se e la nostra distanza di visione anche rispetto alla maggioranza.
La nostra contrarietà poggia su considerazioni di merito che vedono il 20% del nostro territorio già edificato, il 22% degli appartamenti nella nostra Regione vuoto, il bisogno nel paese di un impegnativo intervento di cura per l’assetto idrogeologico, che riguarda anche la nostra Regione.
Un piano di manutenzione del territorio che creerebbe migliaia di posti di lavoro e farebbe dell’ambiente una risorsa. Certo questo Piano nato dall’esigenza, giusta, di porre un argine a quello della giunta Polverini, ha il merito di provare a migliorare il contesto urbano e di provare a riattivare il settore edile, anche sul piano occupazionale.
La nostra azione di pressione si è sostanziata con la presentazione di tanti emendamenti volti a difendere le abitazioni destinate all’autorecupero, il rispetto dei piani di recupero urbano, l’housing sociale. Un pacchetto di modifiche volte a migliorare la norma nel merito delle questioni e secondo le sensibilità che i mondi che rappresentiamo hanno sempre manifestato su questo tema.
Pur restando molto critici rispetto all’impianto generale della norma, alcuni importanti risultati sono stati ottenuti, proprio in relazione alle questioni legate allâemergenza abitativa, alla difesa del suolo agricolo, allâutilizzo dell’invenduto, alla tutela del patrimonio paesaggistico, allâautorecupero e al rilievo sociale del piano rispetto al precedente. Il tutto avviene mentre il Parlamento vota lo Sblocca Italia del governo Renzi che con l’idea di semplificazioni edilizie consente una deregulation sul territorio in materia urbanistica, tutto a vantaggio dei più forti, in un ottica di privatizzazione dell’urbanistica, iniziata con il Piano Casa di Berlusconi e accelerata dal Salva Italia: cementificazione del territorio, trivellazioni, costruzione di inceneritori, autostrade e altre opere inutili.
E’ evidente che nel Lazio siamo stati chiamati, con senso di responsabilità, a votare non solo nel merito della norma, ma anche nel contesto di una coalizione che il gruppo Sel alla Regione, di concerto con il partito tutto, ritiene essere la più significativa coalizione di centro-sinistra che c’è nel paese.
Oggi abbiamo dimezzato i costi della politica, tolto i vitalizi, abbiamo razionalizzato le società regionali, siamo i primi ad aver messo in atto la fatturazione elettronica consentendo la drastica riduzione dei tempi di pagamento alle imprese, abbiamo tagliato poltrone frutto di vecchie e consolidate nomine clientelari, stiamo trasformando la sanità, abbiamo, sul piano legislativo, approvato importanti provvedimenti per i territori, da quelle relative allo sviluppo economico e per le attività produttive, passando per la formazione professionale e il diritto allo studio.
In questi mesi sono intercorsi numeri incontri, anche duri, con l’assessore e il Presidente Zingaretti e soprattutto assieme agli organismi dirigenti del partito abbiamo socializzato, condiviso e proposto questioni di merito e considerazioni politiche più generali. E’ evidente che la responsabilità del voto in aula attiene al sottoscritto e la mia riflessione finale mi conduce a considerare delittuoso mettere in discussione questa esperienza di governo, che è stata un laboratorio politico in Provincia, lo vuole essere in Regione e magari tende ad esserlo anche in un quadro politico di livello nazionale.
Per questa ragione ho espresso il voto favorevole di Sel al provvedimento. Non ho votato il piano casa, ho votato la fiducia al governo Zingaretti.
Gino De Paolis
Capogruppo Sel Regione Lazio
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