Riceviamo e pubblichiamo – Grazie alla finanziaria della Regione Lazio, ed operativi a partire dal mese di settembre, sono stati approvati i nuovi parametri per gli asili nido. Si tratta di una revisione di disposizioni riferite ad una precedente Legge Regionale risalente addirittura al 1980, e che il settore richiedeva da tempo.
Una modifica, quindi, ad elementi “vecchi” di oltre 30 anni e che non rispondevano più alle attuali realtà ed esigenze di questo particolare ed importante servizio. Tale, perlomeno, è la visione di chi da molti anni gestisce una asilo a Viterbo e vive tutti i giorni le sue problematiche ma anche “piccole” soddisfazioni e a tale proposito vuole fare alcune considerazioni su quanto considera, appunto, un passo avanti.
Con le modifiche apportate la superficie interna netta dell’asilo nido, destinata agli spazi ad uso dei bambini scende da 10 a 6mq per bambino, questo, se a una prima lettura può sembrare negativo, in realtà ben si coniuga anzitutto con la concezione che non è il contenitore a fare la qualità di una struttura, bensì il contenuto e quindi le attività messe in atto dal personale, necessariamente qualificato e specializzato, e poi col fatto che, per esperienza personale, un asilo grande a non sempre è un grande asilo… a volte spazi più contenuti permettono una migliore, in termini di efficacia ed efficienza, progettualità educativa.
I nuovi parametri modificano anche il rapporto numerico educatore/bambini che passa da 1/6 a 1/7, in poche parole una educatrice potrà operare con un massimo di 7 bambini. Questa modifica, che per alcuni è già stata considerata una possibile causa di sovraffollamento dei servizi, inadeguate condizioni di sicurezza e dell’ambiente educativo, a mio modesto parere, porterà da una parte ad un alleggerimento delle graduatorie comunali, con una maggiore risposta alle esigenze delle famiglie, e dall’altra ad un piccolo vantaggio alle strutture che operano in questo servizio, strutture che, voglio ricordare, sono perlopiù cooperative sociali senza scopo di lucro.
Certamente per i semi divezzi e divezzi (meglio è chiamarli come bambini medi e grandi) il nuovo rapporto è più facilmente attuabile mentre nel caso di bambini di pochi mesi, potrebbe essere più difficile, ma è sempre nelle more dei singoli Comuni attuare un proprio regolamento con un rapporto differente per questa tipologia di “utente”, come avviene già in regioni italiane che, per quanto concerne il servizio di asili nido, sono all’avanguardia come Toscana ed Emilia Romagna.
Si tratta, quindi, di un notevole passo avanti di cui va ringraziata la Regione Lazio ed in particolar modo Chiara Colosimo, che ha da tempo creato con noi ed altre strutture un filo diretto per l’ascolto e lo scambio di idee in merito a queste tematiche, oltre a Francesco Battistoni sempre attento al territorio ed alle sue reali esigenze.
Emanuele Fioretti
Coop sociale Arcu2002
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY