Viterbo – Venerdì scorso il presidente della Provincia, Marcello Meroi ha partecipato a Orbetello all’edizione 2014 di Gustatus.
Quattro giorni dedicati alla gastronomia con un palinsesto di eventi itineranti che ha acceso il centro storico lagunare. Musica, teatro, artisti di strada, rievocazioni storiche, eventi dedicati ai bambini, convegni dedicati al cibo e, come ogni anno, l’immancabile passeggio tra gli stand dove si svolgono le degustazioni guidate dei prodotti in esposizione: vini, formaggi, salumi, pesce, dolci e persino il gelato.
Produzioni tutte rigorosamente artigianali.
In rappresentanza della Tuscia una quindicina di aziende che hanno potuto mettere in vetrina i propri prodotti grazie alla collaborazione dell’associazione Terre della Maremma.
Anche l’amministrazione provinciale non è voluta essere da meno partecipando all’evento con un proprio stand, attraverso il quale sono state pubblicizzate alcune delle principali bellezze del territorio.
“Una vetrina importante, diversa e molto affascinante – spiega il presidente Meroi – anche perché non si è trattato del solito work-shop realizzato in strutture istituzionali oppure in centri congressi, bensì di una manifestazione allestita con grande professionalità nel centro storico di Orbetello, un teatro artistico veramente bello e accogliente per i tanti addetti ai lavori o semplici turisti che hanno partecipato e hanno potuto assaporare i profumi delle nostre terre”.
Il presidente Meroi ha voluto poi sottolineare l’importanza per la Tuscia di associazioni aggregative tra comuni come è Terre di Maremma che lo stesso Meroi ha avuto il piacere di tenere a battesimo nel marzo del 2013.
“La nostra provincia ha tanti tesori – aggiunge – tra questi c’è sicuramente la Maremma, un territorio ricco di potenzialità che devono essere rilanciate. Ciò è possibile solo grazie alla cooperazione tra soggetti e la costituzione di figure unitarie come l’associazione Terre di Maremma. Occorre andare oltre i confini, sia geografici che politici, perché le risorse non ci sono e l’unica soluzione è fare un cartello: certo, ciò può essere fatto solo da chi conosce il territorio e le esigenze di chi lo vive. Quindi, dare vita a macro aree credo sia la via giusta per mantenere in vita le piccole realtà o rilanciare i territori, purché ciò sia fatto sulla base di idee e non solo per vincoli di confine”.
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