Viterbo – “Questi si devono dimettere. L’assessora Saraconi deve dimettersi”. I viterbesi non ne possono più. Il flop della raccolta dell’umido era un flop annunciato, ma nessuno poteva immaginare che la debacle fosse di queste dimensioni (fotocronaca – slide).
Ieri sera, bastava fare un giro della città per capire il clima. Immondizia dappertutto. I cittadini che come venivano interpellati chiedevano le dimissioni dell’assessore al ramo se non di tutta la giunta Michelini.
Cosa è successo? E’ successo quello che era previsto. La raccolta dell’umido è partita senza che i cittadini ne sapessero nulla. Anzi immaginavano che ieri sarebbe stata ritirata l’indifferenziata. E l’indifferenziata hanno portato fuori. Salvo il fatto che nessuno l’ha ritirata. Alle 19, come si può vedere dalle foto, le strade erano piene di immondizia in tutto il centro e non solo.
“A me nessuno ha detto nulla – dice una signora in via Annio -. A me non è arrivata nessuna comunicazione. Niente di niente. Neppure il mastello. Oggi improvvisamente ho saputo che tutto cambiava”.
Va detto che sarebbero state spedite lettere di spiegazione nelle abitazioni e che a una parte dei cittadini i mastelli sono arrivati. Ma evidentemente a molti non è arrivato nulla. Ma proprio nulla. Non basta, a molti i mastelli sono arrivati ma sono sottodimensionati.
“Io abito in un palazzo con decine e decine di famiglie – racconta una ragazza – hanno lasciato mastelli si e no per un appartamento”.
Va poi aggiunto che, nel più autentico spirito di improvvisazione, l’assessora Saraconi ha avviato la raccolta dell’umido senza che fossero forniti i sacchetti da compostaggio. Si badi bene non è un fatto secondario. Intanto molti cittadini non sono riusciti a recuperare questo tipologia di sacchetti che non sono semplicemente biodegradabili. E poi neppure Viterbo Ambiente ne è in possesso. Come dire: una vera follia.
Chi è riuscito poi a trovarli, spiega che rappresentano comunque un costo. 15 sacchettini piccoli a oltre 2 euro.
Va anche rimarcato che la comunicazione, improvvisata e fatta solo in pochi giorni, non ha raggiunto buona parte della popolazione. A intere zone della città non sono arrivate le lettere. Non sono arrivati i mastelli. E non sono arrivati i “non esistenti” sacchetti.
Come dire che l’assessora Saraconi ha creato, come previsto, ancora più disagi per i cittadini di quelli sorti fino a oggi.
Il problema è che l’assessora non ha nessuna idea di cosa sia un rapporto efficace con i cittadini. Basti pensare che le lettere che ai più fortunati sono arrivati, da quello che raccontano i pochi privilegiati, non erano neppure scritte in più lingue come consiglierebbe la popolazione multietnica che popola la città. La ridondanza dell’informazione è stata pari a zero. E si è arrivati agli ultimi giorni dalla raccolta dell’umido, con perfino dipendenti comunali e assessori che non ne sapevano nulla.
Si tratta di capire a questo punto chi punti al cattivo funzionamento della differenziata. Perché una cosa è chiara. Il sistema adottato è cervellotico e fatto apposta per non funzionare. Ci si aggiunga l’incapacità della giunta Michelini di comunicare. E il gioco è fatto. Il fallimento è garantito.
Ma le disfunzioni non finiscono qui.
“Ieri sono dovuta andare a prendere il mastello per l’umido a Viterbo Ambiente – spiega un altro cittadino, L.R. -. Ho chiesto i contenitori forati per la casa e mi hanno detto che bisogna aspettare dicembre. Stessa cosa per i sacchetti. Una vera pazzia. Ho chiesto anche dei pannolini ma nessuno mi ha saputo dire che cosa ci debbo fare. Vanno nell’umido, nella differenziata? Io ho una bambina che ogni giorno produce un pacco di pannolini sporchi che faccio li tengo in casa? Ora li metto su un piccolo terrazzino, ma la cosa non è sostenibile. E’ necessario avere una frequenza adeguata per quanto riguarda il ritiro”.
Una situazione degna di una commedia di Ionesco. Unica via d’uscita sembra essere quella delineata dai cittadini: dimissioni. Anche perché questo non è l’unico fallimento. E’ fallita la differenziata in generale. E’ fallita la differenziata nella zone di campagna, con il comune che è dovuto tornare alla raccolta tradizione. E’ fallita la raccolta dell’umido.
Che qualcuno punti a ridurre Viterbo nello stesso stato in cui si trovava Napoli qualche tempo fa? Ma Napoli sta affrontando il problema, Viterbo lo sta alimentando.
Lupo Solitario
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