![]() Chiara Frontini, Viterbo 2020 |
Viterbo – Con le ludopatie non si gioca.
Il fenomeno va preso con la dovuta attenzione e regolamentato. Ma dalle parti di palazzo dei Priori, i giochi sembrano fatti. Tutto fermo.
Nonostante i dati della Asl sul gioco d’azzardo siano ogni anno più preoccupanti. “Abbiamo presentato – spiega la consigliera Chiara Frontini – un regolamento agli uffici più di un anno fa.
Viterbo 2020 lavora da molto tempo su questo tema. C’è una mozione votata all’unanimità dal consiglio comunale, ma è come se non esistesse”.
Tutto sembra bloccarsi nei corridoi del palazzo comunale. “Il problema – spiega Frontini – sembrano proprio essere gli uffici. Dirigenti paurosi che non si assumono le proprie responsabilità nonostante siano ben pagati per questo.
Ci contestano che molti regolamenti comunali restrittivi per le sale slot siano stati impugnati dalle attività che esercitano questo tipo di commercio.
Non sanno evidentemente che invece proprio il Tar della Liguria ha riconosciuto a Genova, il comune con il regolamento più restrittivo d’Italia, il potere di regolamentare spazi, distanze commerciali e imporre divieti oltre quelli definiti dalla legge regionale”.
E non solo: “Il comune ha la possibilità di vietare la pubblicità per l’esercizio e l’apertura delle sale gioco, compreso il divieto di affiggere all’esterno dei locali cartelli, anche scritti a mano, con le vincite e soprattutto la distanza minima di trecento metri da scuole, università, chiese, parchi e giardini pubblici e di cento metri per banche, poste e bancomat”.
In altre parole, tutte norme previste dal regolamento proposto da Viterbo 2020.
“A tal proposito – conclude Chiara Frontini – proprio in questi giorni è spuntata una nuova sala adiacente non a una ma a ben due banche, così da rendere più facile il prosciugamento dei conti di chi è affetto da questa dipendenza.
E il Comune che fa? Continua a stare a guardare e a rilasciare autorizzazioni come se niente fosse”.
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