![]() Chiara Frontini |
Viterbo – (g.f.) – E’ possibile stabilire la durata di una situazione d’emergenza? Chiedete in comune e vi sarà risposto: almeno ventidue anni. Giorno più, giorno meno.
Così almeno a palazzo dei Priori è gestita l’emergenza abitativa. Argomento serio, da prendere con la massima attenzione, perché per molti viterbesi la casa sta diventando sempre di più un’emergenza. Situazioni d’indigenza, sfratti.
Per fare fronte a situazioni improvvise, il comune ha a disposizione decine di abitazioni dando un tetto in modo temporaneo. In emergenza, appunto.
Anche se nei fatti la situazione è diversa “Appartamenti che dovrebbero essere assegnati in via provvisoria – spiega Chiara Frontini (Viterbo 2020) – per far fronte a situazioni d’emergenza, sono occupati dalle stesse persone dal 1992. Penso a quelli di Via Tagete a Santa Barbara”.
Quindi indisponibili per lo scopo cui sono stati previsti. Per emergenze, indigenti e sfrattati.
“Serve un intervento rapido e deciso da parte dell’amministrazione – dice Frontini – da qualche mese Viterbo2020 sta lavorando sul problema della casa, che tante famiglie hanno in questo periodo di crisi, ricercando e avanzando proposte su case popolari e appartamenti di emergenza”.
Cercando, sono venute alla luce le situazioni storiche d’emergenza e non solo.
“Ci siamo fatti promotori di una proposta protocollata il 25 agosto che ancora non è stata nemmeno calendarizzata – continua Frontini – anzi colgo l’occasione per sollecitare la presidente della quarta commissione Alessandra Troncarelli a farlo.
Chiediamo di rivedere i criteri per le graduatorie d’assegnazione delle case popolari, dando un punteggio maggiore in base agli anni di residenza. Anche perché a breve saranno assegnate le case popolari del serpentone di Bagnaia e si rischia la sollevazione popolare, se come pare, il 70 per cento andrà a stranieri”.
Il comune deve intervenire su due fronti per la consigliera: “Ristabilire la legalità e far fronte all’emergenza abitativa con gli appartamenti destinati allo scopo – conclude Frontini – per evitare che le persone in situazione precaria dormano sotto un ponte e dall’altra, assegnare le case popolari dando la precedenza a chi l’attende da anni e da anni contribuisce alla crescita della comunità viterbese”.
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