Viterbo – (p.p.) – “Il taglio ai patronati è un duro colpo ai cittadini”.
La battaglia contro il provvedimento del governo scende in strada. Tra la gente. Questa mattina i patronati di Cisl, Cgil, Uil, Inas, Inca, Ital, Acli e Inps hanno dato il via a una raccolta firme contro il ridimensionamento e l’eliminazione dell’isituzione.
Una mobilitazione, davanti alla sede dell’Inps di Viterbo, per coinvolgere i cittadini e dire no a una misura che, per i sindacati, comporterà solo sacrifici per chi si troverà costretto a rinunciare a un servizio gratuito nel disbrigo delle pratiche fiscali.
“Abbiamo fatto un volantinaggio per illustrare alla gente le motivazioni per cui chiediamo lo stralcio del provvedimento – dice Raffaele Amato, responsabile Inas Viterbo -. Il fondo dei patronati è finanziato dai lavoratori e non fa parte della fiscalità generali. E’ un servizio gratuito senza il quale si impone alla gente di relazionarsi con il sistema previdenziale, assistenziale e infortunistico esclusivamente tramite i mezzi informatici.
Inoltre il taglio porterebbe a un esubero di personale pari a novemila persone in tutta Italia, costringendoci a licenziare”.
Aumentano le spese per i cittadini e si allungano i tempi. “Coi patronati, abbiamo tolto le file dalle questure, dalle prefetture e dall’Inps stesso, visto che hanno demandato a noi tutto il lavoro telematico che la gente difficilmente riesce ad affrontare. Un lavoro di front office che stiamo facendo noi per i vari enti e che non saremo più in grado di portare avanti. La gente infatti sarà costretta o ad andare dai commercialisti o a rivolgersi a noi del sindacato, ma, senza i soldi del fondo, dovranno farlo a pagamento”.
Amato assicura che l’attenzione resterà alta. “Chiediamo di stralciare l’articolo di legge che prevede il taglio dei patronati per escluderli da questa manovra che comporterebbe conseguenze negative per gli enti. Questa mattina, infatti, hanno firmato tutti i dipendenti dell’Inps, perché sanno perfettamente che, togliere i patronati, rappresenterebbe per loro un aggravio del servizio. E lo stato spenderebbe di più. Il provvedimento porterà solo alla compromissione dei diritti delle persone e non a un miglior servizio pubblico”.
A sostegno dei patronati, nei giorni scorsi, era intervenuto anche il deputato del Pd Alessandro Mazzoli. “Abbiamo con lui un incontro, perché ci ha più volte dimostrato il suo sostegno. Gli chiederemo un ulteriore sforzo in Parlamento. Noi, nel frattempo, invieremo le firme ai ministri. Solo l’Inas, a livello nazionale e internazionale, ne ha raccolte 110mila firme, segno che la gente è sensibile a questo tema”.
In linea con le dichiarazioni di Amato, anche Fortunato Mannino della Cisl. “Il taglio al fondo dei patronati penalizza i cittadini a cui si nega un servizio finora gratuito. Con questo provvedimento saranno costretti a pagare e a fare file interminabili negli enti previdenziali. A rimettere sono sempre gli stessi, pensionati, lavoratori, disoccupati e stranieri che il più delle volte si rivolgono a noi per compilare le complesse pratiche. Ci auguriamo che la nostra battaglia, anche grazie al contributo di Mazzoli, arrivi presto in Parlamento e porti al risultato per cui ci stiamo battendo”.
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