![]() Angela Birindelli |
Riceviamo e pubblichiamo – A suo tempo, con profondo convincimento ho condiviso la soddisfazione di avere un assessore regionale alle Politiche agricole, Angela Birindelli espressione dei nostri territori.
Ho pensato che sapesse meglio rappresentare la sensibilità, la cultura della ruralità e anche il sentire del mondo venatorio viterbese. L’associazione che rappresento attua la gestione faunistico venatoria nella porzione meridionale della provincia e vede rappresentati nei suoi organi cacciatori, agricoltori, ambientalisti ed enti locali.
Possibile che, ad un anno dal suo insediamento, l’assessore non abbia ritenuto necessario coinvolgere l’Atc su nessuna tematica e non abbia creato una sola occasione di incontro e confronto?
Come si costruiscono gli atti e i decreti? Con quale contributo partecipativo da parte dei territori?
Oltre il calendario venatorio e il decreto di pre-apertura per la prossima stagione venatoria sono rimasto colpito dal pressappochismo e dal disinteresse dimostrato con gli accordi che regolamentano l’interscambio con i cacciatori provenienti dalle regioni limitrofe.
Di solito si tratta di un banale copia e incolla degli accordi precedenti nei quali la costante è che gli interessi dei cacciatori viterbesi sono svenduti ed il territorio viterbese fatto diventare terra di conquista per soddisfare le esigenze dei cacciatori romani che vogliono recarsi negli Atc toscani o in Umbria per la caccia al cinghiale. Uno scambio che avviene sulle nostre spalle.
Ma quest’anno la situazione è molto più grave e la sottoscrizione degli accordi più pericolosa.
L’assessore è a conoscenza che il calendario umbro non prevede pre-aperture della caccia il 1 settembre e pertanto migliaia di cacciatori umbri potranno venire nei due Atc viterbesi concentrando la pressione venatoria su una sola specie e rischiando di creare problemi anche più grandi?
Si è valutato il fatto che la provincia di Terni contrariamente agli anni passati non ha previsto deroghe per i cacciatori umbri che chiedono la residenza venatoria nel Lazio e che pertanto saranno “costretti” a cacciare da noi anche il 4 settembre perché da loro non potranno?
Nell’accordo tra Lazio e Umbria si premette di dover tener conto delle difformità dei calendari e poi si consente l’ingresso alla prima giornata utile del nostro calendario.
Nell’accordo con la regione Toscana si accetta il fatto che i cacciatori che richiedono la residenza venatoria, magari in un Atc di Latina, possano poi andare per 20 giornate a caccia della migratoria in ogni Atc del Lazio ( quelli di Viterbo sono da sempre i più appetibili).
Dallo scorso anno nel Lazio è possibile cacciare da appostamento fino al 10 febbraio, stando così le cose ciò sarà possibile per tutti anche per i fuori regione.
Si sono sottoscritti accordi che prevedono una vera e propria invasione incontrollata e rischiano di far fallire gli interventi gestionali avviati in questi anni con danni gravi alla fauna ed all’ambiente.
Noi ci opporremo e faremo in modo che ciò non accada. L’assessore batta un colpo e dimostri sensibilità e interesse reale per il territorio e i cacciatori viterbesi.
Giuseppe Pilli
Il presidente dell’associazione Tuscia Sud
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY