Viterbo – (f.b.) – Militare beccato con munizioni nell’armadietto, condannato.
Tutto era partito da una perquisizione per droga. Per questo, alcuni superiori, aveva ispezionato l’armadietto di un militare dell’esercito di Viterbo. Al suo interno però, oltre a uno spinello, sono saltate fuori anche tre cartucce per il munizionamento di armi da guerra, quelle in dotazione ai militari.
Il processo è arrivato in Procura e qui è stato stralciato: al tribunale di Viterbo resta l’imputazione per droga, a quello militare di Roma vengono invece mandati gli atti per la questione delle munizioni.
Il tribunale militare però in primo grado condanna il soldato, mentre in appello rispedisce nuovamente gli atti a Viterbo sostenendo che quella è la Procura competente, sia per la droga che per la detenzione delle cartucce.
“Secondo me – ha detto il pm Renzo Petroselli al collegio dei giudici di Viterbo – la competenza era del tribunale militare che in primo grado, infatti, aveva deciso per la condanna. Un giudizio è già stato emesso”.
D’accordo anche la difesa.
“Il tribunale di Viterbo si sarebbe dovuto occupare soltanto della droga – ha spiegato l’avvocato Francesca Ruggero – e non della questione delle armi. Comunque se devo entrare nel merito, basti pensare che quelle tre munizioni per il mio assistito era del tutto inutili e innocue visto che non era in possesso delle armi per usarle, al di fuori dello svolgimento delle attività lavorative. Per di più dopo un mese dal giorno del ritrovamento delle cartucce nell’armadietto, il mio assistito si sarebbe congedato”.
L’uomo è stato condannato dal collegio dei giudici a quattro mesi di reclusione e cento euro di multa con pena sospesa. Le munizioni saranno confiscate.
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