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– Rivoluzione per le festività di Santa Rosa da Viterbo nei prossimi anni? Sembrerebbe proprio di si.
A leggere bene i contenuti del decreto legge anticrisi (13 agosto 2011, n. 138), tra le ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, tra le disposizioni per la riduzione della spesa pubblica (Titolo I – Disposizioni per la stabilizzazione finanziaria – Art. 1 comma 24) è scritto:
“A decorrere dall’anno 2012 con decreto del presidente del consiglio dei ministri, previa deliberazione del consiglio dei ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei santi patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica”.
Ciò potrebbe significare, per la nostra città, che la festa civile e religiosa di Santa Rosa patrona di Viterbo, ricorrente tradizionalmente il 4 settembre di ogni anno, secondo quanto scritto, dal 2012 dovrà essere spostata nei giorni compresi tra il venerdì, domenica e lunedì.
E siccome, per esempio, nell’anno bisestile 2012 il giorno 4 settembre coinciderà con la giornata di martedì e dunque, in base al decreto, soggetto a variazione, dovremo aspettare la deliberazione del consiglio dei ministri, che sarà ufficializzata entro il 30 novembre di quest’anno, per sapere quando festeggeremo la nostra Santa nell’anno che verrà.
Se si deciderà per il venerdì precedente festeggeremo Santa Rosa il 31 agosto, se si deciderà per il lunedì seguente festeggeremo Santa Rosa il 10 settembre. Ma ci potrebbe capitare anche la prima domenica immediatamente successiva ovvero il 9 settembre. Date in cui si adegueranno, tra l’altro, per legge, tutti i contratti collettivi di lavoro relativamente alla festività del santo patrono.
Nel 2013, sempre a Viterbo, ma la cosa riguarda tutti santi patroni d’Italia salvo rare eccezioni, le cose continueranno ad essere ancora complicate perché il 4 settembre cadrà di mercoledì. Secondo il decreto la festa di Santa Rosa dovrà essere spostata al 30 agosto (venerdì precedente) oppure al 9 settembre (lunedì seguente) oppure a domenica 8 settembre (prima domenica immediatamente successiva). Queste sono, per ora, le regole.
Nel 2014 il 4 settembre cadrà di giovedì e le date possibili per festeggiare Santa Rosa da Viterbo saranno: venerdì 29 agosto, lunedì 8 settembre o domenica 7 settembre.
E la tradizionale Fiera di Santa Rosa che farà? Seguirà i balzelli della nuova legge? Oppure rimarrà ferma al 4 settembre come previsto nel calendario ufficiale delle fiere annuali? E gli ambulanti che diranno visto che, per loro, il problema si porrà su scala nazionale?
Per la città di Viterbo sarebbe una vera e propria rivoluzione. Un cambiamento forte della nostra tradizione, anche per la perdita di continuità con gli altri due eventi importanti: il corteo storico (2 settembre) e la Macchina (3 settembre). Rimarrà da vedere se corteo storico e Macchina si adegueranno e cambieranno data anche loro. Oppure le date non le cambieranno, con il rischio in qualche anno di sovrapporsi alla festa della santa patrona, accentuando sempre di più le differenze tra feste folcloristiche e feste religiose. Un problema che verrà sicuramente affrontato congiuntamente tra le autorità locali civili e religiose. Essere o non essere. Questo è il problema.
Già negli anni passati c’erano stati in città accesi dibattiti sull’opportunità di far cadere la festa di Santa Rosa in giorni festivi o prefestivi. Ma poi non se ne era fatto nulla per l’attaccamento forte dei viterbesi alla tradizione. Ora, però, che l’ordine arriva “dall’alto”, e in forma generalizzata per tutti i santi patroni d’Italia, difficilmente Viterbo riuscirà a ribaltare quanto scritto dall’attuale consiglio dei ministri, su proposta del presidente del consiglio dei ministri e del ministro dell’Economia e delle finanze, e già emanato dal presidente della Repubblica.
Siccome si tratta di un decreto legge, ancora modificabile, dovremo aspettare 60 giorni a partire dal 13 agosto, prima di avere certezze. Dopo la sua conversione in legge, e dopo la deliberazione del consiglio dei ministri entro il 30 novembre, si scioglierà il dilemma.
“Scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. Un detto popolare, questo, che contiene una filosofia spicciola ma essenziale: ciò che è “santo” non può essere usato per scopi terreni. Non si debbono mai confondere le cose sante con le disposizioni per la riduzione della spesa pubblica. Staremo a vedere cosa accadrà.
Evviva Santa Rosa!
Silvio Cappelli
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