Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si parla delle ex terme Inps in commissione, in consiglio comunale, persino l’assessore al Termalismo ne parla dicendo che a breve, e sono passati mesi, si farà un bando per far ripartire questa struttura. Se ne parla, ma tutte queste persone sono mai state all’interno del recinto fatiscente?
Proprio così, perché se si sono presi la responsabilità di decidere le sorti di questo complesso, donato ai viterbesi, dovranno conoscerlo o lo hanno visto da fuori passando per la strada Bagni? Noi ci chiediamo se questi signori abbiano voglia di sottovalutare o recuperare questo immenso patrimonio? Come possiamo stare tranquilli che non commettano, involontariamente, qualche errore se non ci sono mai stati?
Le domande sono:
1 Dove si trova la pineta?
2 Dove si trova il parco con il rudere romano?
3 Quale è l’edificio che ospitava gli uffici, gli alloggi degli infermieri, la radiologia, il laboratorio analisi, etc?
4 In quale edificio si facevano i fanghi e i massaggi e dove c’era le lavanderia, la cucina, la sala da pranzo e l’albergo?
5 Come si accede dallo stabilimento al meraviglioso poggio Uliveto, di circa quattro ettari?
6 Dove sono situati i serbatoi della sorgente Uliveto?
7 Come si arriva al suddetto poggio Uliveto dalla strada di pertinenza?
Solo rispondendo a tutte queste domande si può conoscere realmente il valore delle terme ex Inps.
Inoltre, avete mai visto il poggio Uliveto? Come si potrebbe sfruttare la bellezza del panorama che sovrasta lo stabilimento ex terme Inps e lo stabilimento Terme dei Papi?
Anni fa, alcuni funzionari della Regione Lazio, assessori, consiglieri e architetti ci contattarono per visitare lo stabilimento. Rimasero stupiti delle dimensioni del patrimonio e dell’incuria che aveva mandato tutto a rotoli. Il parere degli architetti fu positivo sulla stabilità degli edifici. Dissero anche come si sarebbe potuta sfruttare la bellezza del poggio per invogliare possibili investitori. Purtroppo, non fu possibile portare a termine il lavoro iniziato con loro perché il presidente della Regione, di quel periodo, si dimise.
In quegli anni si battevano strade molto diverse da quelle che si percorrono oggi.
Ma ora parliamo di qualcosa di più amaro e importante per la rinascita dello stabilimento. Vi ricordate le due sorgenti Gigliola e Uliveto? Dove sono? Certo saprete che sono ormai asciutte da decenni, il perché lo conoscete? In una notte buia fu riperforato il pozzetto all’interno dello stabilimento delle Terme dei Papi, proprio davanti ai nostri occhi.
Come mai eravamo presenti? Per la poca furbizia di chi si mise a parlare di quello che doveva fare quella notte e poi, perché lasciò, nel pomeriggio, il camion con tutta l’attrezzatura sul posto. Noi pensammo che si sarebbe commesso un abuso. Invece, sette ore più tardi scoprimmo la vera portata di quell’atto: le sorgenti Gigliola ed Uliveto non esistevano più.
Ad onor di cronaca chiariamo, che le due sorgenti non erano assolutamente sufficienti per coprire il fabbisogno dello stabilimento infatti, l’acqua che serviva, sia per le terme Inps che per le terme accanto, arrivava da una conduttura della sorgente il Bullicame.
Riuscite a capire cosa significava avere due sorgenti spontanee nel parco dello stabilimento? Noi abbiamo visto migliaia di assistiti incantati davanti a questo spettacolo. Noi viterbesi siamo abituati a vedere l’acqua calda che sgorga dalla terra, ma vi assicuro che per molti era come stare davanti alla televisione.
Questo patrimonio dei viterbesi dovrebbe ritornare al più presto in funzione in modo da assicurare posti di lavoro ai nostri giovani. La città di Viterbo potrebbe stare al livello delle altre città termali italiane.
Per tanto chiediamo, con l’amore che ci lega ancora al nostro posto di lavoro, di accertarvi di cosa parliamo. Fate in modo che queste sorgenti asciutte ritornino a far sgorgare l’acqua termale. Fate rispettare le leggi e le denunce, per quello che avvenne in quella buia notte. Le segnalazioni sono in Comune e anche in altri posti. I testimoni di quello che avvenne sono ancora tanti, è vero, qualcuno ci ha anche lasciato e non potrà più vedere questo stabilimento di nuovo in funzionare. Il nostro impegno persiste anche per loro.
Come l’acqua possa ritornare nelle sopraddette sorgenti lo hanno detto e dimostrato gli specialisti del campo, negli uffici del Comune ci sono tutti i documenti necessari, compresa la denuncia fatta da noi il giorno del MISFATTO.
Il comitato Ex lavoratori delle ex terme Inps
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