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Viterbo - Cultura - I saluti inviati dal consigliere regionale Riccardo Valentini in occasione della presentazione del libro delle passeggiate di Antonello Ricci

“Un punto di riferimento per le anime contadine”

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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini 

Riccardo Valentini e Antonello Ricci

Riccardo Valentini e Antonello Ricci 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo i saluti del consigliere regionale Riccardo Valentini rivolti in occasione della presentazione del libro di Antonello Ricci avvenuta ieri.

Buonasera tutti e benvenuti alla presentazione della nuova pubblicazione di Antonello Ricci dedicata alle passeggiate. Mi scuso innanzitutto con i presenti, con l’autore, con Davide Ghaleb, con il Csc e con il direttore Galeotti per non essere presente, lì in mezzo a voi, per questa bella festa.

Perché la pubblicazione di un libro, in un paese che non legge più o legge in tutt’altro modo, è sempre un momento importante. E lo diventa ancor più quando si racconta la nostra storia, la nostra radice antropologica più profonda che trova nello spazio delle passeggiate, del viaggio, l’anima sua.

L’anima mia che è contadina, come ha già scritto Guccini in quella splendida canzone dedicata alla figura e alla vicenda di Ulisse. Quella dimensione del viaggio che trova il suo spazio in ognuno di noi. Dicevo, mi dispiace non essere lì con voi. Sono a Parma, per la firma del protocollo di Milano, di cui sono relatore e autore, da parte del governo Renzi.

Il protocollo di Milano sarà parte integrante di Expo 2015 e il nostro obiettivo, proprio in occasione dell’esposizione universale, è quello di farlo sottoscrivere dal numero più alto possibile di governi e autorità istituzionali. Per avviare una seria e concreta politica di riduzione degli sprechi e delle speculazioni alimentari. Il tutto all’insegna della sana alimentazione, che significa benessere, qualità della vita e una redistribuzione più equa delle risorse.

Il libro delle passeggiate – e tutto il lavoro di Antonello e della squadra che di volta in volta lo accompagna – è un piccolo capolavoro, una piccola summa del saper fare e del saper vedere. Fare rete, intrecciando fili e percorsi, fiumi carsici che viaggiano sotterraneamente e che Antonello tira fuori e fa emergere, condividendo lavori ed esperienze, mettendo a sistema l’esperienza degli altri, che è poi esperienza e storia di un intero territorio.

Un piccolo capolavoro, e al tempo stesso, un punto di riferimento dove di volta in volta si vedono confluire – nel metodo e nel modo d’essere per gli altri – percorsi “antichi” (e le virgolette sono d’obbligo) di un De Martino o un Bosio, quell’intellettuale rovesciato che trovo’ in Pasolini il suo vero e – finora – forse solo intellettuale. Intuizioni pasoliniane presenti nella nuova pubblicazione di Ricci, un’Opera con la O maiuscola, perché è la sintesi di ciò che è, ed è sotto i nostri occhi. Lo specchio di quello che avremmo potuto essere (e potremmo ancora esserlo). Specialmente oggi, nell’epoca – citando Montale – del “questo solo possiamo dirti. Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

Non una guida, ma un punto di riferimento. Questo è il lavoro di Antonello, forse il primo vero narratore di comunità cosciente di essere tale, cosciente al punto da fare “scuola”.

Una nuova figura, quella del narratore di comunità, che abbiamo voluto con forza e che a breve istituiremo in via ufficiale. Una figura che venerdì prossimo, 28 novembre, racconteremo anche nel corso di un’iniziativa che abbiamo organizzato, dedicata al mondo del lavoro e alla via maestra per uscire dalla crisi: l’innovazione.

E sarà sempre Antonello a narrarcela. Percorsi, quelli che vedono Antonello e i suoi lavori sempre in prima linea, che caratterizzeranno anche la nuova legge su giardini e ville storiche che è in discussione in consiglio regionale. Così come la proposta che ho depositato sempre in consiglio per fare di Viterbo la capitale della cultura italiana 2015, in coincidenza con l’esposizione universale di Milano.

Un ringraziamento, infine, all’autore e a tutta la squadra che ha dato vita al libro. Un grazie sentito a Davide Ghaleb, figura straordinaria e coraggiosa che con la sua casa editrice ha permesso di salvare, nel corso degli anni, veri e propri patrimoni storici, artistici e antropologici. Un lavoro portato avanti con dedizione, passione, professionalità.

Un lavoro meraviglioso e una storia che hanno visto tra i suoi protagonisti anche il compianto professor Enrico Guidoni e la professoressa Elisabetta De Minicis, così come la docente Gabriella Norcia. Grazie poi al direttore di Tuscia Web, Carlo Galeotti. Un esempio non solo di giornalismo – critico, attento, puntuale, una continua sollecitazione – ma anche di passione civile, per le battaglie fatte e per tutte quelle che ha sostenuto.

Molte esperienze di valorizzazione del territorio, le conosciamo grazie a Carlo. E non conoscerle sarebbe stato un danno, innanzitutto per il territorio. Grazie infine al Centro per gli Studi Criminologici di Viterbo, al direttore scientifico Rita Giorgi e al presidente Marcello Cevoli.

Splendidi padroni di casa, coraggiosi sul piano della disciplina e dell’impresa che hanno gettato a Viterbo i primi semi di un’importante disciplina come la criminologia. Veri e propri pionieri in attesa che i semi gettati diano vita al giardino che gia’ possiamo immaginare e che, sono sicuro, li vedrà protagonisti. Grazie ancora e buon ascolto, augurando ad ognuno di voi una buona serata.

Riccardo Valentini
Capogruppo di Per il Lazio al Consiglio regionale


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21 novembre, 2014

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