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Fabrica di Roma - Due amici a processo per calunnia per aver accusato falsamente i militari di aver alzato le mani

“Picchiati dai carabinieri”, ma non è vero

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Una macchina dei carabinieri

Una macchina dei carabinieri

Fabrica di Roma – Hanno detto di essere stati picchiati dai carabinieri. Loro li hanno denunciati per calunnia e, adesso, inizierà il processo per due amici e connazionali di 47 e 51 anni, residenti a Fabrica di Roma.

La vicenda arriva in aula già vecchia di tre anni. Il 19 febbraio 2011 i due amici avevano dato una festicciola in casa. I carabinieri della compagnia di Civita Castellana, chiamati dai vicini, intervennero per tre volte per cercare di fargli abbassare il volume della musica.

All’ultimo sopralluogo in casa hanno trovato i due amici ubriachi. Uno degli imputati si sarebbe recato il giorno dopo in caserma per sporgere denuncia perché, a suo dire, era stato schiaffeggiato da un carabiniere che lo aveva fatto cadere a terra e svenire. Testimonianza messa nero su bianco, alla fine, non da una denuncia, ma da un verbale di sommarie informazioni rese in caserma l’indomani, con referto di pronto soccorso che parlerebbe di lesioni per sette giorni. 

I carabinieri hanno sempre sostenuto di non aver toccato neanche con un dito i due amici. Men che meno quello che ha raccontato di essere caduto e svenuto. Al loro arrivo, i militari lo avrebbero trovato già privo di sensi, sfinito dall’alcol.

Da qui, il fascicolo aperto dalla procura della repubblica di Viterbo – pm Stefano D’Arma – per calunnia contro i due connazionali per aver dichiarato falsamente di aver subìto percosse e simulato tracce di reato a carico dei carabinieri.

Ieri mattina, il rinvio a giudizio disposto dal gup di Viterbo Franca Marinelli. Anche una terza persona, sempre ieri, sarebbe stata rinviata a giudizio per lo stesso reato: calunnia per un pestaggio falsamente addossato alle forze dell’ordine.

Per i due amici, il processo è ad aprile.


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25 novembre, 2014

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