Viterbo – (g.f.) – E come per magia, il circolo Pd a Bagnaia non c’è più.
Non è stato necessario usare la bacchetta magica e nemmeno si è reso necessario l’intervento di una fatina per l’opera di sparizione.
Un anno fa è bastato nominare un nuovo segretario di circolo e nel giro di pochi giorni i Democratici nella frazione di Viterbo sono fisicamente svaniti e a distanza di più di un anno, nessuno si ricorda più di loro. Sede del circolo compresa. Trasformata in un’agenzia immobiliare.
E la politica è andata ad abitare (forse) da un’altra parte.
Nessuna notizia, invece, del segretario di circolo Domenico Tarantino.
Da quando è stato nominato, fanno sapere dall’interno, mai convocata una riunione, mai vista un’assemblea, mai un confronto con il consiglio di circolo. Zero.
Arrivati a fine novembre, pure del tesseramento partito a febbraio, nessuno a Bagnaia ne sa qualcosa.
Ormai il Pd, almeno la sua presenza fisica, da quelle parti è storia.
Una leggenda da raccontare al bar fra amici. Magari proprio quello in piazza, di fronte a dove un tempo, si mormora, ci fosse la sede.
Una vicenda nata male e finita peggio in un sabato pomeriggio d’ottobre 2013, quando alle 15, al momento d’aprire le votazioni, la zona fioroniana del Pd tolse l’appoggio alla segretaria uscente Melissa Mongiardo, presentando una propria lista e un proprio candidato, Tarantini e con la forza dei numeri lo fece eleggere, con Mongiardo che vista la situazione si era ritirata dalla corsa.
Poco importa quello che c’era stato fino ad allora e quello che avrebbe potuto esserci.
Logiche interne di partito che nulla avevano a che fare con l’attività del circolo.
Proprio da Bagnaia è partita quando sindaco era Marini, la battaglia per istituire i consigli di circoscrizione.
Anche questo, ormai è storia e dire che il circolo Pd bagnaiolo, insieme a quello unico cittadino, era il solo a essere sopravvissuto fra quelli del capoluogo, dopo l’ultimo congresso, accorpando anche La Quercia.
Adesso, se qualcuno dovesse sentire l’impellente esigenza di fare politica, può tranquillamente andare a Viterbo.
Quando si dice attenzione alle frazioni. Anche in politica.
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