Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “Non è la mia riforma ideale del mercato del lavoro, ma senza dubbio io sono fra coloro che pensavano e pensano che non potevamo continuare a stare fermi e lo sforzo fatto dalla commissione Lavoro presieduta da Cesare Damiano ha imposto al Governo più di qualche passo indietro necessario a migliorare il provvedimento”.
Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, spiega le ragioni che lo hanno portato a esprimere voto favorevole al Jobs Act, approvato ieri dalla Camera.
“Il voto – racconta Mazzoli – è arrivato dopo settimane di discussione tutt’altro che facili. Ho scelto di votare a favore perché il testo originario, approvato con la fiducia al Senato, è stato cambiato in profondità alla Camera, apportando modifiche e miglioramenti significativi. Questo risultato è stato conseguito senza mettere un nuovo voto di fiducia e senza comprimere lo spazio della discussione”.
Tra le più significative apportate ci sono: la scelta di rendere più convenienti le assunzioni a tempo indeterminato, attraverso il contratto a tutele crescenti; l’inserimento all’interno della Delega del testo votato dalla direzione nazionale del Pd, ovvero la possibilità di reintegro nel caso di licenziamenti discriminatori, nulli e disciplinari (opzione valida per i neoassunti con contratto a tutele crescenti, mentre nulla cambia per chi ha già un contratto); lo sfoltimento delle forme più precarie di assunzione, tra cui i co.co.co.; il controllo a distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, non sulle persone;
l’aumento dei servizi per le cure parentali; introduzione di congedi per le donne vittime di violenza di genere. E ancora: il mantenimento della cassa integrazione nel caso in cui l’azienda cessata possa riprendere l’attività; il recepimento delle norma contro le dimissioni in bianco, che colpiscono il mondo femminile; il monitoraggio sugli effetti degli interventi che saranno inseriti nella Delega, così da apportare eventuali aggiustamenti dove necessario. Inoltre, il Governo ha assunto l’impegno ad aumentare le risorse per gli ammortizzatori sociali nella Legge di Stabilità.
“La riforma del mercato del lavoro – spiega Mazzoli – soprattutto quando ha l’obiettivo di estendere diritti e tutele a chi non le ha, avrebbe potuto essere l’occasione per una discussione e un confronto ben più profondi, inclusivi e utili per il paese. Sono rammaricato per la decisione di diversi parlamentari del Pd di uscire dall’aula o di votare contro, ma è una scelta sofferta che rispetto. E forse, anche per questo, un di più di ascolto e di apertura avrebbe aiutato a compiere un’operazione realmente unitaria.
Naturalmente – sostiene il deputato – restano forti le preoccupazioni rispetto a una situazione di disagio grave che sta attraversando la società italiana ed è forte in me il dissenso verso il modo usato dal Governo per evitare il confronto con le organizzazioni sindacali. Ma dico con altrettanta chiarezza che per me, nei momenti più delicati e difficili, fermo restando l’affermazione delle mie idee e dei miei punti di vista, vale sempre un principio di lealtà e di responsabilità perché senza di essi non esiste una comunità.
Dopo che il Jobs Act sarà approvato definitivamente – conclude Mazzoli – occorrerà seguire con grande attenzione la predisposizione dei decreti attuativi”.
Ufficio stampa Alessandro Mazzoli
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