Viterbo – “Sui rifiuti Saraconi ha fallito”. “Viva Viterbo è una mina vagante”. “In consiglio siamo gli unici coerenti”.
E’ un quadro a tinte scure, anzi scurissime, quello tracciato da Gianluca De Dominicis (M5s) sull’amministrazione Michelini che tiene la città ostaggio delle liti tra assessori che bloccano lo sviluppo della città.
In questo scenario, solo il movimento di cui è portavoce, risulta la vera alternativa alla politica di vecchio stampo. Ed è per questo che De Dominicis conferma il suo impegno a denunciare gli errori dell’amministrazione e al rilancio di proposte per il territorio.
Un giudizio sull’amministrazione Michelini.
“Negativo – dice De Dominicis – perché siamo fermi. Non abbiamo visto progetti e innovazioni, anzi, tutte le iniziative intraprese attraverso i regolamenti, passati in commissione e poi in consiglio, sono partite con uno scopo per poi essere modificate in fase di attuazione dalla stessa maggioranza, che non era d’accordo su nessun documento dettato dalla giunta”.
Sul rimpasto…
“E’ un minestrone, nel senso che non è cambiato nulla. Le persone sono sempre le stesse e se hanno avuto una sostituzione di delega è perché hanno dimostrato carenze di risultati nei settori di competenza. Credo che il risultato non cambierà e sarà deludente, come è stato deludente il lavoro fino a ieri. C’è poi da chiedersi che intenzioni avranno i nuovi assessori con le cose fatte dai predecessori e se sarà in linea con le promesse elettorali. Non c’è più programmazione e comunità di intenti della maggioranza che è sfasciata”.
Adesso, poi, c’è un nono assessore.
“Da una parte siamo contenti che sia un tecnico, perché anche noi, avremo scelto i nostri assessori in base alle competenze professionali. C’è comunque un amministratore in più che, per quanto dicano che non costerà, in realtà ce lo potevamo risparmiare o comunque se ce n’era davvero la necessità, allora era meglio mandarne via un altro… Se serve una nuova figura in un campo, vuol dire che chi lo ha ricoperto fino a poco tempo prima, in realtà, non ne era all’altezza”.
L’assessora Saraconi quindi doveva andarsene?
“Se è stato necessario il rimpasto e l’aggiunta di un nono assessore, probabilmente qualcosa era da rivedere. L’assessora Saraconi sui rifiuti non è riuscita a portare avanti il lavoro e a potenziare il servizio che partiva già zoppo per un contratto che non era dei migliori. Non le perdoniamo il fatto che non sia riuscita a mettere in campo delle iniziative per la risoluzione del contratto con Viterbo Ambiente. Ha fallito”.
In che condizioni si trova Viterbo?
“Siamo prigionieri politici di assessori che litigano tra di loro e che hanno avuto un rimpasto di deleghe sicuramente non sulla base delle competenze. In consiglio comunale, poi, i gruppi politici si guardano in cagnesco, partiti come il Pd hanno correnti interne, mentre Oltre le mura non esiste più e Viva Viterbo è una mina vagante che crea problemi alla maggioranza per le posizioni del presidente del consiglio. E’ la città ostaggio della politica che non amministra”.
Il Movimento 5 stelle, esiste ancora o l’entusiasmo iniziale è calato e si sta perdendo per strada?
“Il consenso, è in aumento. Poco, ma costante. La gente si ferma con noi a parlare per tematiche nazionali e locali e le nostre iniziative sono spesso condivise, come per esempio il market solidale, segno che il nostro operato, che non è strillato come siamo abituati a pensare, è invece concreto. Stiamo crescendo come capacità amministrative e portiamo avanti le nostre idee con coerenza. Nessun altro in consiglio può dire lo stesso”.
Condivide la scelta del direttorio del Movimento e crede che Grillo resterà il leader?
“Grillo ha identificato delle persone che possano aiutarlo nel suo lavoro, perché è difficile seguire tutto da soli. I membri sono alla pari del portavoce, come vuole il nostro movimento, per cui ora sarà più facile gestire le istanze che ci arrivano. Un’apertura alla base per ampliare le figure di riferimento di M5s. Un passo positivo”.
Espulsioni e allontanamenti di esponenti, secondo lei, sono in linea con il principio democratico di cui il movimento si fa baluardo?
“Al momento della candidatura, firmiamo un codice etico. Per i parlamentari, c’è il discorso della rendicontazione puntuale e della restituzione delle somme che eccedono la cifra definita a inizio mandato con lo scandalo degli scontrini. Nel momento in cui non ti riconosci più in certe regole, allora sei libero di andartene. Mi dispiace che queste persone non dimostrino la loro coerenza, dimettendosi. Vengono messe in discussione delle idee che sono alla base del movimento e questo non può essere accettato, perché decade il rapporto di portavoce. Tutti sono rimasti attaccati alla poltrona, mentre un vero grillino avrebbe fatto un passo indietro”.
Cosa continuerete a fare per Viterbo?
“Faremo opposizione per denunciare le incongruenze e le scelte sbagliate che questa amministrazione sta portando avanti, a partire dall’abominio dei piani integrati, fino ad arrivare al regolamento del verde, al cimitero e al centro storico, chiuso solo sulla carta. Continueremo a fare proposte per il bene della città. Siamo l’unica alternativa valida alle precedenti amministrazioni. I minestroni delle campagne elettorali – conclude De Dominicis – portano alle situazioni che stiamo vivendo ora con liti tra amministratori e dispetti politici. Serve una giunta coerente e coesa che realizzi un programma per la città. Tutto il resto, è politica alla vecchia maniera che non ci interessa”.
Paola Pierdomenico
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