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Celleno - Il convegno si è tenuto il 9 dicembre al Palazzo della Cultura

Sviluppo territorio ad “Agricoltura, sviluppo, sostenibilità”

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Celleno - Un momento del convegno “Agricoltura, sviluppo, sostenibilità”

Celleno – Un momento del convegno “Agricoltura, sviluppo, sostenibilità”

Celleno - Un momento del convegno “Agricoltura, sviluppo, sostenibilità”

Celleno – Un momento del convegno “Agricoltura, sviluppo, sostenibilità”

Celleno – Il 9 dicembre, presso il Palazzo della Cultura, si è svolto il convegno “Agricoltura, sviluppo, sostenibilità” in occasione del quale sono intervenuti: Riccardo Valentini, Consigliere regionale del Lazio, Ermanno Mazzetti, direttore Coldiretti Viterbo, il prof. Saverio Senni, docente Università della Tuscia di Viterbo, il Sindaco di Celleno, Marco Bianchi e Marco Valente, G.A.L. in Teverina Fabrizio Pini, presidente C.I.A e Fabrizio Rastrello, presidente del Consorzio della ciliegia.

L’evento ha offerto un’opportunità di riflessione e progettazione per una moderna prospettiva di sviluppo del territorio, attraverso la realizzazione di nuove forme di produzione agricola, nell’ottica ormai imprescindibile della sostenibilità per l’ambiente e della valorizzazione del prodotto caratteristico ed emblematico di un territorio, come la ciliegia di Celleno.

Dopo una breve introduzione del Sindaco Marco Bianchi, che ha dato immediatamente all’incontro una prospettiva e una visione strettamente legata alla sostenibilità come condizione necessaria per lo sviluppo del territorio, ricordando subito il termine ultimo di scadenza del prossimo P.S.R., ovvero il 2020, e la “formula” che ricorda i limiti massimi di emissione dei gas nocivi “20-20-20” stabiliti dall’Europa entro questa data, è intervenuto il professor Saverio Senni, puntando subito sul concetto-chiave: “agricoltura in divenire”.

Quale agricoltura progettiamo? Non una, ma diverse, perché diverse sono le realtà territoriali, imprenditoriali, aziendali. Celleno ha la sua agricoltura e la ciliegia rappresenta il futuro, la nuova progettualità da realizzare nell’ottica degli altri concetti-chiave: “multifunzionalità”, “cooperazione”, “fare insieme” dove fra i soggetti si questo “fare” un ruolo importante è quello dell’Università e della Ricerca per l’evoluzione dell’agricoltura verso la “buona agricoltura”.

Anche nelle parole di Marco Valente, G.A.L. in Teverina, torna ancora il l’esortativo “lavoriamo insieme”.

Riflettendo a conclusione delle attività progettate nel P.S. R. 2007-2016, in visione del nuovo Piano di sviluppo, l’ orizzonte verso cui volgere l’attenzione è quello delle giovani generazioni, con l’incentivazione di nuove idee imprenditoriali giovanili, poiché la debolezza del territorio è legata all’alto tasso di disoccupazione in atto. Dunque Imprese e Comuni lavorino insieme partendo da una progettazione “dal basso”, dall’esigenze del territorio.

Ermanno Mazzetti, direttore della Coldiretti, reduce da una significativa esperienza in Sardegna, (11 mesi), sottolinea subito l’importanza del contributo finanziario programmato per il settore agricolo (52 miliardi).

Un dato significativo torna ancora ad essere quello della percentuale destinata all’incentivo per le attività imprenditoriali giovanili; il nuovo P.S.R incoraggia l’innovazione e la filiera è innovativa: bisogna comprendere le esigenze del mercato, trovare il valore aggiunto di un prodotto ( come ad esempio la ciliegia) che possa rappresentare un territorio.

A questo proposito Expo 2015 rappresenta una grande occasione: sarà in evidenza il problema alimentare; nel 2030 si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà i 13 o i 14 miliardi. Il settore primario è in primo piano, dobbiamo informare e formare i giovani e l’Università e la Ricerca devono fornire una concreta risposta in termini occupazionali.

Anche Valentini è dell’avviso che si stia presentando una grande occasione: il nuovo P.S.R. concede grandi risorse: bisogna spendere in progetti, creare aziende robuste di fronte al calo dei prezzi, ai cambiamenti climatici in atto, ma anche e soprattutto aziende sostenibili che puntino su “salute”, “innovazione” e “valore aggiunto” dei nostri prodotti e la filiera ne rappresenta il valore vero. In una fase in cui l’importazione supera ancora di molto l’esportazione, è necessario lavorare sui nostri territori. Anche la regione Lazio prevede un grosso incentivo per i giovani e la diffusione della “banda larga” su tutto il territorio laziale.

Facendo poi riferimento alla misura 16 del P.S.R. Valentini sottolinea l’importanza di “fare rete” fra Impresa e Ricerca e anche tutto il territorio deve “fare squadra” per cui sono previste maggiori risorse anche per il G.A.L.

La “macchina” della Regione è pronta: la semplificazione è in atto, il co-finanziamento c’è, nel P.S.R è stato introdotto il principio dei requisiti minimi entro cui stare per avere diritto ai finanziamenti, sono in via di attivazione i pre-bandi.

A fronte di questi importanti interventi, successivamente si è aperta una accalorata discussione, nella quale sono venute alla luce tutte le tensioni e le preoccupazioni di una generazione di allevatori e agricoltori che hanno toccato con mano le difficoltà di una burocratizzazione che ha senz’altro ostacolato la produzione e la produttività delle aziende ma anche i limiti e a volte la difficoltà di comprendere i cambiamenti in atto da parte degli stessi produttori.

Il presidente Pini della C.I.A di Viterbo questa inadeguatezza la sottolinea, evidenziando il fatto che bisogna saper progettare al di là del contributo come unico fine della progettazione stessa!

Fabrizio Rastrello, presidente del Consorzio della ciliegia, ripercorrendo rapidamente le principali tappe dalla nascita del Consorzio e delle sue finalità, mette sul tavolo proprio le difficoltà, i suggerimenti per il Piano di Sviluppo Rurale, per valorizzare il parco varietale ( nove varietà di ciliegia autoctona). Il concetto –chiave è “biodiversità”: – Solo tre varietà ad oggi sono commercializzabili e proprio per questo ci abbiamo creduto! Ma bisogna aumentare il premio sull’ettaraggio -. L’altro aspetto riguarda la promozione e la valorizzazione del prodotto attraverso un’efficace commercializzazione; la diversificazione rappresenta la più grande opportunità.

Valentini dunque chiude con l’apprezzamento di questa ultima testimonianza e ribadisce: “Dobbiamo diversificare; liberiamo queste energie per trovare il valore aggiunto di un prodotto, di un territorio”.

Il pomeriggio si conclude con aperitivo e degustazione della confettura di ciliegia di Celleno ma soprattutto con la prospettiva di nuovi orizzonti per lo sviluppo, per la progettazione di una moderna idea di agricoltura, imprenditoriale ma anche di qualità, tecnologicamente avanzata ma anche e soprattutto “sostenibile”.

 


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11 dicembre, 2014

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