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Economia - Per sostenere la proposta economica di Lega Nord

Aliquota fiscale unica, Unione della Tuscia a Milano

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Elenco dei paesi al mondo con aliquota unica

Elenco dei paesi al mondo con aliquota unica

Umberto Ciucciarelli con Patrizia Grilli e Maria Letizia Tombolini

Umberto Ciucciarelli con Patrizia Grilli e Maria Letizia Tombolini

Il meeting di Milano

Il meeting di Milano

Il meeting di Milano

Il meeting di Milano

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come ampiamente riferito dai maggiori organi di stampa nazionali, ieri 13 dicembre 2014 a Milano, presso il Palazzo di Confcommercio, è stato illustrato il primo importante tassello della rivoluzione economica e fiscale proposta da Lega Nord, riguardante l’adozione per l’Italia dell’aliquota fiscale unica al 15 per cento.

Presenti il segretario federale Matteo Salvini, il responsabile per la politica economica di Lega Nord Claudio Borghi Aquilini, Armando Siri del partito Italia Nuova e il professor Alvin Rabushka, economista dell’Università di Stanford e massimo esperto mondiale per l’applicazione di sistemi fiscali ad aliquota unica.

A rappresentare Viterbo in questa importante occasione l’Unione della Tuscia con Umberto Ciucciarelli, Patrizia Grilli e Maria Letizia Tombolini.

Il progressivo accredito del movimento viterbese vicino a Matteo Salvini nei luoghi in cui si dibatte la proposta politica denota il crescente interesse della Lega Nord per il nostro territorio, sancendo definitivamente l’appartenenza dell’Unione alla galassia del fronte identitario nazionale così come delineato dal nuovo corso di via Bellerio.

Quantificati in 600 miliardi di euro i crediti inesigibili dell’Agenzia delle entrate, il 50 per cento dei quali è costituito da debiti di piccoli contribuenti impossibilitati a pagare a causa del tracollo dei ricavi, l’imperativo categorico di uno Stato di diritto dovrebbe essere quello di aiutare questa gente a tornare a vivere, smettendola una buona volta con l’arrogante pratica della persecuzione, attraverso una sanatoria fiscale che consenta di ripartire da zero a tutte le piccole e medie imprese che provino una condizione di impossibilità a far fronte agli impegni. Provvedimento propedeutico all’introduzione di un equo sistema fiscale che conservi la progressività sancita in Costituzione.

Come ha sottolineato lo stesso Matteo Salvini, per uscire dall’incubo dell’attuale contingenza servono politiche economiche rivoluzionarie: introdurre l’aliquota unica al 15 per cento per tutti vuol dire mandare in soffitta il mostruoso apparato fiscale italiano. Vuol dire dare un’incredibile iniezione di ossigeno al nostro sistema economico, riportare al centro il cittadino, le imprese e i produttori.

Già 38 paesi al mondo l’hanno adottata e hanno visto le loro economie svilupparsi e il gettito fiscale aumentare, in conseguenza del fatto che grazie alla radicale semplificazione pagano tutti e pagano meno. Il progressivo aumento della pressione fiscale in Italia negli ultimi dieci anni ha solo aumentato la percentuale di gettito elusa o evasa, ha sottratto risorse per gli investimenti, per la produzione e la creazione di lavoro e ha impoverito gradualmente il ceto medio e medio-basso contraendone drasticamente i consumi, e solo una totale discontinuità con il passato può invertire la tendenza.

Il passaggio dall’attuale modello a cinque aliquote al modello ad aliquota unica per persone fisiche e aziende crea immediatamente una maggiore circolazione di ricchezza, capace di spingere i consumi e consequenzialmente la produzione ed il lavoro.

Claudio Borghi Aquilini scrive dal 2006 di flat tax sulle colonne del “Giornale”, sottolineando come non sia possibile rimanere nell’euro adottando un regime fiscale del genere: una delle ragioni descritte con dovizia di particolari riguarda l’esplosione dei consumi connessa all’applicazione del provvedimento che non sarebbe compatibile con la poca quantità di moneta circolante disponibile.

“I numeri veri, certi e reali della proiezione della flat tax nel sistema italiano sono disponibili per chiunque li voglia conoscere”, ha dichiarato Borghi contestando punto per punto quanto scritto e dichiarato nei giorni scorsi dall’economista Daverio.

L’intento è quello di far emergere l’imponibile nascosto creando condizioni vere di convenienza alla contribuzione fiscale, attraverso un capillare recupero di quel che esiste ma non si vede.

Ulteriori proposte riguarderanno, in alternativa alla loro abolizione, la modifica della composizione dell’osservatorio degli studi di settore attraverso il coinvolgimento diretto delle associazioni delle categorie produttive e la detassazione del reddito incrementale (la parte di reddito derivante dall’incremento dei fatturati).

Dettagli, conclusioni e dati del convegno sono disponibili presso la segreteria politica dell’Unione della Tuscia per chiunque ne faccia richiesta.

Umberto Ciucciarelli
Portavoce dell’Unione della Tuscia per la sovranità


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14 dicembre, 2014

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