Viterbo – Farmacia alla Quercia, il comune la vende e con l’attività nella frazione di Viterbo, si disfa pure delle quote che possiede dell’interporto di Orte e mette sul mercato il servizio tecnologico e controllo degli impianti termici, un tempo in capo al Cev e ora a Francigena.
Si cede e in fretta.
L’amministrazione si è accorta che i tempi imposti dalla legge stanno per scadere e per oggi alle 16.30 ha convocato d’urgenza la seconda commissione per discutere la dismissione o liquidazione delle partecipazioni non ritenute strategiche e a seguire ci sarà la quinta.
Un passaggio obbligato, la cui scadenza era inizialmente fissata per legge al 31 dicembre 2013, poi prorogata a fine 2014.
Tra le attività che il comune ritiene non strategiche, la principale è la farmacia alla Quercia, su cui si è ipotizzato di riuscire a ricavare qualcosa come un milione di euro, sulla carta.
Di solito si tratta di un settore che rende, crisi o non crisi comunque ci si ammala e le medicine servono, ma a quanto pare non è così e quindi meglio liberarsene.
Non di tutto, però, si disfano a palazzo dei Priori.
Confermate le partecipazioni, ritenute strategiche, in Talete e Siit, anche se quest’ultima società con il passaggio nella prima ha perso la sua missione.
Palazzo dei Priori mantiene anche la sua partecipazione in Francigena, relativamente ai servizi di trasporto, scuolabus e parcheggi.
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