Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Marcello Goletti all'assessore Equitani sul bando che ha coinvolto mille cittadini

Tetti fotovoltaici, non basta restituire i soldi

Condividi la notizia:

Paolo Equitani

Paolo Equitani

Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto su Tusciaweb del 1 agosto la nota dell’assessore Equitani relativa al progetto “mille tetti fotovoltaici”, e ho poi ricevuto due raccomandate distinte contenenti la comunicazione autografa del dirigente che sancisce la chiusura del rapporto con coloro che, come me, avevano partecipato al bando “Mille tetti fotovoltaici” della Provincia di Viterbo e ritenuti idonei all’installazione degli impianti.

Le lettere pongono termine a una lunga agonia perché secondo il bando (Giugno 2009) e la successiva lettera dell’allora assessore Tolmino Piazzai (Marzo 2010), il progetto avrebbe dovuto essere completato entro il 2010. Do dunque atto all’assessore Equitani di aver assunto la non piacevole responsabilità di dichiarare con frasi nette e decise la fine dell’iniziativa promossa dalla precedente giunta provinciale nel 2009.

Vorrei però riportare la mia personale amarezza e sollecitare gli altri 999 cittadini (sarebbe bello sapere chi e quanti realmente siamo, visto che le liste pubbliche sul sito di cui si parlava nel bando non sono mai state disponibili) a manifestare la loro delusione per il dissolversi improvviso del progetto a cui avevano aderito con l’obiettivo di dotare la propria abitazione di impianto fotovoltaico e dunque eliminare la spesa della bolletta elettrica, ottenere benefici economici e comunque godere di energia rinnovabile non inquinante.

Quando pagammo 400 euro per partecipare al bando della Provincia lo facemmo con la consapevolezza che molte aziende private o istituti di credito offrivano le stesse condizioni a costo zero.

Dunque la scelta del bando provinciale è stata motivata dalla maggiore fiducia nella Provincia rispetto al mercato commerciale. Sembrava, a me come ad altri, che affidarsi ad una istituzione pubblica che opera solo nell’interesse dei cittadini sarebbe stato privo di rischi e molto semplice.

Personalmente ho scelto di rinunciare a benefici maggiori prospettati da altri soggetti per appoggiare questa iniziativa che mi sembrava assolutamente saggia e condivisibile, evitandomi di studiare le offerte, analizzare le proposte tecnico-commerciali, aprire negoziazioni e quant’altro necessario per avviare il procedimento.

Purtroppo poi siamo entrati in un bailamme di ritardi e informazioni contraddittorie da parte dell’amministrazione provinciale. Chi aveva provato ad ottenere spiegazioni del ritardo, superando le difficoltà telefoniche per il centralino non funzionante e la mancanza di risposta alle mail, aveva ricevuto indicazioni discordanti: di imminente avvio della fase operativa, ma anche suggerimenti amichevoli ad abbandonare l’iniziativa con un recupero parziale dei 400 euro.

Tutti noi avevamo comunque capito che, a fronte della riduzione degli incentivi statali, il ritardo della Provincia avrebbe comportato, oltre al mancato/ritardato azzeramento delle spese per l’elettricità di casa, un sempre più ridotto beneficio economico.

Questo è il quadro con cui noi partecipanti al bando abbiamo letto la fredda comunicazione: “I nostri uffici il 12 luglio scorso hanno provveduto a predisporre la determina di chiusura del progetto, a inviare le lettere ai soggetti che hanno partecipato al bando e sono stati ritenuti in possesso dei requisiti richiesti”.

L’assessore si è preso la briga di comunicare lo stato di fatto di un’iniziativa che, come poi afferma, era probabilmente nata senza alcuna possibilità di essere realizzata. Ma proprio per il lodevole coraggio dimostrato dall’assessore Equitani, mi auguro che ci siano ulteriori iniziative a tutela dei cittadini.

Non può bastare l’invio di due diverse raccomandate (con data 22/7/2011) contenenti la medesima comunicazione di cessazione con firme della dirigente Ing. Flaminia Tosini. Tralasciamo pure l’incidente operativo (così almeno lo interpreto io!) che ha costretto i mille cittadini a fare due volte la fila negli uffici delle Poste aperti a singhiozzo nel caldo agostano.

Non può bastare la restituzione della somma versata due anni prima come se la rinuncia fosse stata concordata da entrambe le parti. E tantomeno l’indicazione politica nelle parole dell’assessore che tale problema era “già chiaro all’atto di predisposizione del bando ma del tutto ignorato dalla precedente giunta provinciale”.

A me sembra che il diritto del cittadino sia stato non solo ignorato ma fortemente violato e calpestato da quella stessa istituzione che ha il ruolo di tutelarlo: politicamente capisco che sarà importante determinare se a fare questo sia stata la precedente e/o l’attuale giunta provinciale.

Ma dal punto di vista morale, legale ed economico la Provincia deve trovare soluzioni a beneficio dei propri cittadini e qualora ciò appaia impossibile, indirizzarli e sostenerli concretamente e rapidamente verso alternative paritarie; deve indagare se i responsabili del procedimento abbiano correttamente svolto il proprio ruolo (perché la gestione di un bando è materia tecnica e non politica e il dirigente incaricato dovrebbe essere in condizione di impedire grossolani errori dell’assessore o della giunta di turno); deve farsi carico dei danni subiti dai cittadini in conseguenza di errori dell’amministrazione, qualunque sia la giunta che li abbia determinati; deve trovare modi convincenti per far sentire ad ogni cittadino che la Provincia lo tutela.

Tutto questo è quello che invito a fare l’attuale assessore provinciale, conoscendo la sua attenzione e sensibilità alla cosa pubblica, ritenendolo perciò consapevole che la responsabilità dell’ente viene prima della politica perché solo chi è responsabile con i cittadini e li rispetta guadagna credibilità nelle analisi e nelle critiche di strategie o di meccanismi operativi.

Nel contempo invito tutti coloro che, avendo partecipato al bando provinciale, condividono queste mie considerazioni e intendono prendere parte ad un eventuale tavolo di concertazione con la Provincia, a comunicarlo con un messaggio alla mail difesacollettiva@gmail.com creata ad hoc.

Marcello Goletti


Condividi la notizia:
23 agosto, 2011

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/