Viterbo – Farmacia alla Quercia, il comune la vuole vendere ma non si sa bene a quale prezzo, mentre sul fronte trasporti pubblici, ancora molti dubbi sul riassetto delle linee.
Probabile capolinea al Riello.
Si è chiusa così la riunione in quinta commissione, chiamata ad analizzare il piano gestionale della società comunale. Che alla fine non è stato votato. “Abbiamo chiesto il parere dei tecnici, necessario – ricorda Giulio Marini (FI) – ma non c’era, quindi è stato rinviato a quando sarà prodotta la delibera sul piano stesso”.
Il punto su cui si è discusso di più è la vendita della farmacia alla Quercia. Ancora nessun dato certo sulla cifra che si potrebbe chiedere all’eventuale acquirente.
La minoranza vigila affinché resti una vendita. Non una svendita.
Francigena si occupa del trasporto pubblico, ma sul rifacimento del grafo, idee ancora poche e confuse.
Il capolinea con tutta probabilità sarà al Riello.
Alcune linee sono destinate a essere soppresse, sostituite dal servizio a chiamata, mentre per quanto riguarda gli autisti non c’è ancora accordo sulle diciassette settimane. Fronte caldo.
Francigena ha acquistato tre autobus usati, due hanno 18 anni e uno 15. Se ne devono prendere altri tre. Non un granché come investimento.
Si avvia invece a una soluzione la vicenda Autoservice, i lavoratori impiegati al parcheggio al Sacrario tramite cooperativa e poi estromessi.
Oggi si sono riuniti sotto un’altra cooperativa e il comune potrebbe assegnare loro servizi esterni. In questo modo si chiuderebbe il contenzioso che dura da anni, compreso il ricorso in Cassazione. L’accordo sarebbe vicino.
L’opposizione è piuttosto critica. Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha più di un dubbio, in particolare sulla vendita della farmacia.
“È curioso come le farmacie – spiega Frontini- che ovunque sono fonte di guadagni, rimettono. Col bilancio alla mano vogliamo capire il perché si vendono gioielli di famiglia invece di lucidarli e farli brillare”.
Viterbo 2020 è pronta alla battaglia per la tutela degli autisti.
“Parlano di chiusura degli accordi integrativi entro il 31 dicembre – osserva Frontini – quando ancora non sanno neanche quale sarà il nuovo grafo di rete. Prima si schiariscano le idee, poi vadano a concertare col personale”.
Giulio Marini teme una svendita della partecipata: “Tutto il futuro assetto è ancora in alto mare – spiega Marini – poca chiarezza sulle idee.
La farmacia, ad esempio, si vuole cederla, ma non è chiaro cosa dovrà fare poi il personale. Adesso l’altra comunale è in pareggio, ma se si carica lì tutto il gruppo di dipendenti operanti dall’altra parte, che succede?
Anche l’assetto del trasporto pubblico urbano non è certamente ben delineato. Ci sono i prepensionamenti del tal, oneroso. Costerà 700mila euro nei prossimi due anni. A noi sembra un piano molto astratto, di fantasia e poco pratico e concreto.
Ecco perché abbiamo intenzione di prestare particolare attenzione sui processi che si vogliono mettere in atto”.
Giuseppe Ferlicca
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