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Viterbo - Il bilancio dell'ultimo anno

Crisi e scompensi climatici, settore agricolo in calo

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ consuetudine fare un bilancio delle attività alla fine di ogni anno e spesso, negli anni passati, abbiamo illustrato l’andamento economico dei vari settori che costituiscono l’agricoltura.

Questa volta non ci sono dubbi su chi sale e chi scende nell’altalena dei comparti produttivi, poiché tutti sono in calo, alcuni anche del 100%, nonostante nel settore ci sia ancora un fermento tra le imprese con l’inserimento dei giovani, la crescita della aziende che puntano sulla diversificazione delle attività come l’agriturismo, la vendita diretta, le agroenergie, le reti di impresa e quanto altro suggerito dalle nuove possibilità offerte dai mercati anche internazionali.

Purtroppo però gli scompensi climatici, la crisi economica, l’embargo russo, una burocrazia opprimente ed un fisco non più sopportabile hanno reso il 2014 più scuro che chiaro.

Ciliegina sulla torta è stato l’Imu sui terreni agricoli, una imposizione fiscale iniqua che vìola le più elementari norme del diritto del contribuente e della sostenibilità dell’imposta; un onere che colpisce il settore primario senza possibilità di ripartizione con i criteri dell’equità contributiva.

Vediamo nello specifico i vari settori produttivi agricoli:

la zootecnia è ancora funestata dalla epizozia della blue tongue, che nel corso del 2013 si era manifestata in alcuni allevamenti del viterbese e, vista la sua natura ormai endemica dovremo considerarla una costante; i prezzi del latte bovino ed ovino sono al limite della sopravvivenza degli allevamenti;

la cerealicoltura presenta dei cali produttivi del 30 – 50% ed i prezzi che hanno mostrato una certa vivacità verso la fine del 2014 non possono rallegrarci visto che ormai il prodotto non era più nella disponibilità degli imprenditori agricoli, costretti a vendere il prodotto a raccolto per far fronte agli impegni finanziari pressanti;

i vigneti, hanno mostrato una minore produzione (20 – 30%) a cui non è corrisposto né un incremento della qualità né del prezzo ed inoltre la perdurante umidità ha costretti gli operatori ad intervenire sulle varie fitopatie con un ulteriore aggravio di costi;

gli oliveti sono stati particolarmente sensibili agli eventi atmosferici avversi con perdite produttive dell’ordine del 30 – 60% a cui si è aggiunta una infestazione della mosca olearia che ha fatto ulteriormente diminuire la quantità e deprezzato la qualità;

i noccioleti che spesso nelle annate precedenti erano considerati isole felici, quest’anno pur mantenendo buone performance di prezzo hanno visto un calo produttivo in taluni comuni della provincia di Viterbo fino all’80%, ma mediamente il calo è stato del 50%;

castagneti, purtroppo nulla di nuovo; il prodotto non c’è ormai da molti anni e la sensazione è che la situazione rimarrà tale ancora per altri anni a venire;

agriturismo settore in crisi (come tutto il settore turistico), dove ormai si può operare per brevi periodi all’anno contando su clienti affezionati ma per piccole vacanze, spesso last minute.

Per concludere un altro anno da dimenticare per le imprese ma come nostra tradizione siamo pronti con l’energia e l’entusiasmo che ci contraddistingue ad affrontare il 2015 con la speranza che le avversità siano eventualmente solo atmosferiche e che le Istituzioni operino per facilitarci nel nostro lavoro, indispensabile nell’economia del Paese.

Confagricoltura Viterbo – Rieti

 


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14 gennaio, 2015

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