![]() Miranda Perinelli |
Riceviamo e pubblichiamo – La Cgil ha indetto uno sciopero generale per il giorno 6 settembre in assoluta autonomia, come nei tre anni di questo governo ha sempre fatto, spesso in solitudine, spesso contestati, ma anche molto sostenuti, cercando in ogni modo di fare il proprio dovere, cioè quello che deve fare un sindacato che per sua natura si propone di tutelare diritti dei lavoratori e dei pensionati.
Si terrà una manifestazione di carattere regionale quindi a Roma, sono previsti già 10 pullman che partiranno da tutta la provincia. Nei giorni successivi comunicheremo tutti gli itinerari.
Ribadiamo perciò con forza, anche a chi ci accusa di irresponsabilità, che questa manovra è ancora una volta una penalizzazione forte e un’ingiustizia per chi ha sempre pagato, che dietro le proposte di questo governo c’è una strategia politica che salva e sostiene i privilegi dei più ricchi a danno dei più poveri del paese, e poi che c’azzecca l’art. 8 nella manovra finanziaria che cancella di fatto il contratto nazionale di lavoro, l’art 18 per favorire licenziamenti e introdurre una contrattazione da far-west, senza regole, senza tutele?
Perché dagli altri sindacati non è stato affermato con forza che questa è materia, da sempre, delle parti sociali e non del governo? Abbiamo riscontrato un assordante silenzio, è questo che fa veramente male ai lavoratori, ai precari, ai giovani che dovranno affrontare un futuro incerto sotto tutti i profili.
Il pericolo è che questo punto della manovra possa vanificare di fatto anche l’accordo del 28 giugno un patto sociale che affermava la volontà di riprendere un cammino unitario, tanto inviso al ministro Sacconi che vedeva annullare i propri sforzi di questi tre anni di lavoro assiduo per sancire la divisione sindacale.
Perciò non è la Cgil che si vuole isolare caso mai è il contrario.
Vediamo poi, altrettanto ininfluente, l’altra parte della manovra che ugualmente c’entra come il cavolo a merenda cioè l’abolizione delle feste come il 25 aprile, il 1° maggio ed il 2 giugno, ma anche in questo c’è altro, e altro è il revisionismo storico che vuole fare questo governo da tempo.
Perciò a Fioroni potrei semplicemente dire che le sue legittime convinzioni non ci sorprendono per la sua storia personale, per la distanza che ha sempre avuto con la nostra organizzazione, ma per fortuna abbiamo anche appreso ed apprezzato che nel suo stesso partito non tutti la pensano allo stesso modo visto che Sposetti, per rimanere nel Viterbese, invece si è espresso in maniera nettamente contraria.
Miranda Perinelli
Segretario Generale Cgil Viterbo
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